Tre album per i 3quietmen: insieme ai due live di carattere diverso Noir e Power, hanno infatti realizzato il disco di inediti Perla, insieme al pianista Stefano Battaglia. Ecco l’intervista che abbiamo fatto al trio.

Che significato ha la pubblicazione di un live e di un concept album in contemporanea?

Siamo sempre stati un trio a cui non piacciono particolamente le regole, la nostra indole è quella di viaggiare per la nostra strada senza seguire convenzioni di alcun tipo, né commerciali né di stile.

La musica lo dimostra. Di conseguenza ci siamo detti, andiamo controcorrente, in questo periodo in cui tutti si lamentano e tutti sono frenati nell’agire, noi agiamo e osiamo.

Riguardo ai due live, come è nato il progetto di separare così nettamente parte acustica e parte “noise”?

L’anno scorso, in uno dei locali più trendy di Torino, il Blah Blah di Gialuca Gozzi, purtroppo chiuso poche settimane fa, avevamo fatto un’intera domenica di musica con tre concerti completamente diversi, noir, power e la presentazione del disco “The quiet revolution”.

Nei primi due set improvvisati avevamo provato delle grandi emozioni, ma purtroppo come spesso ci accade non avevamo registrato nulla e la magia del momento era stata vissuta solo dai presenti.

Abbiamo quindi cercato di ripetere l’evento in uno spazio che avesse la possibilità di ospitare gente e allo stesso tempo che avesse le caratteristiche di uno studio professionale di alto livello; abbiamo trovato nei ragazzi del Superbudda tutte queste qualità, spazio stupendo e innovativo creato nel cuore dei Dock Dora di Torino.

La separazione così netta tra acustica e noise è stata fatta per marcare la nostra duttilità, la potenzialità del trio, la capacità di adattarsi a ogni situazione. In realtà ascoltando bene i due live la separazione non è così drastica, la natura del trio è intatta, è solo una questione di volumi e di intenzione, dovuta anche molto all’uso del contrabbasso rispetto al basso elettrico.

Perché avete deciso di dedicare un concept alle città fantastiche? Mi colpisce anche l’assenza di quella che di solito è la più citata, cioè “Utopia”: non l’avete inclusa proprio perché troppo scontata?

Il concept è nato da un’idea di Stefano Battaglia, in uno dei numerosi scambi di mail con Stefano, in cui stavamo decidendo un concept per un nuovo album, ci ha suggerito di comporre dei brani pensando alle città fantastiche.

Devo dire che i 3quietmen più Stefano compongono quattro menti fatte a concept, sono usciti in quei carteggi almeno quattro o cinque concept e chissà se in questa vita pian piano non li sforneremo, l’idea di continuare a lavorare con Stefano è sempre valida, è una persona con una sensibilità superiore.”Utopia” troppo scontata, bravo.

A proposito di Stefano Battaglia: come vi siete ritrovati e come avete riallacciato il discorso “sul campo”, sei anni dopo Bartokosmos?

Lavorare con Stefano è stimolante e in ogni istante si impara qualcosa di nuovo, ma la cosa interessante che per noi è anche un po’ una sfida: con noi Stefano suona come se fosse un quietman e noi lo spingiamo a farlo a volte anche impuntandoci, perché non vogliamo che risulti una collaborazione ma un quarto elemento della band.

Come nasce la scelta di pubblicare in vinile in edizione limitata?

La scelta di stampare un vinile in unica copia, uno per ogni traccia di “Perla”, è una grande idea di Govind (Khurana, di New Model Label, ndr), poi Dario Bruna, il batterista del trio, talento artistico in ogni forma, ha dipinto ben ventidue tavole in acquerello, in vendita e visibile sul nostro sito, una per ogni traccia di Noir, Power e Perla. Solo per “Perla”, alle otto tavole sono rilegati gli otto vinili, così per chi vuole, si appende in casa un quadro con un vinile dentro.

Edizione limitata, come dice Govind, per rendere unica l’esperienza, dare valore a una musica che non è scontata, io aggiungo anche una constatazione molto terrena: purtroppo suoniamo poco, vendiamo poco e guadagnamo poco, abbiamo le case piene di scatole di supporti di ogni tipo, preferiamo investire sulle registrazioni e sul progetto, poi se un giorno l’attività live si intensificherà e ci saranno richieste saremo sempre in tempo a stampare i nostri dischi.