11021060_812781012130241_7716249642024143166_nSi chiamano Kaos India per colpa dell’America. Ok, è una storia lunga ed è meglio che ve la raccontino loro. Comunque il loro disco, indie con propaggini psichedeliche, si chiama The Distance Between. Li abbiamo intervistati.

Potete raccontarmi la vostra storia e l’origine del vostro nome?

I KAOS INDIA nascono a Modena nel 2011, siamo quattro amici di vecchia data, abbiamo sempre suonato, ma ognuno in progetti diversi.

Sul finire del 2010 a una mega jam session in un garage sotteraneo della nostra città, tra gin-tonic del Lidl e chitarre Fender succede la magia.

Ci troviamo a suonare e improvvisare insieme in mezzo a questa jam session, ed è in quel momento che nasce l’embrione di quello che sarebbe poi diventato il nostro primo pezzo “Seize The Day”.

Di lì a poco, si forma la band al completo. Il nostro nome nasce dall’unione della parola KAOS che identifica il caos della vita, delle passioni e della mente umana, con la parola INDIA, nome di un luogo che fu un’importante tappa nel percorso spirituale di auto-conoscenza intrapreso da Mattia durante il suo viaggio negli U.S.

In particolare INDIA è il nome di questo ostello a New Orleans dove lui ebbe un’epifania che cambiò completamente il suo atteggiamento verso le cose che gli stavano accadendo durante il viaggio.

In quale contesto nasce “The distance between”?

Il titolo induce facilmente a pensare alla distanza come filo conduttore dell’album, una nebbia sottile che permea completamente l’insieme delle tracce di questo lavoro.

Distanza tra due amanti (Over Lover e The Void),distanza tra una persona e la parte di sè più nascosta, istintiva e bestiale (Underego),distanza tra un uomo e l’isola che con tanta fatica si era conquistato (Island).

Distanza intesa come percorso e spazio tra due entità, intermezzo tra elementi in un gioco che a volte risolve sull’avvicinamento (distanza positiva) ed altre su una irrimediabile lontananza (distanza negativa).

Rispetto al vostro ep precedente, mi pare che abbiate cercato un suono più strutturato e forse anche più levigato. Quali erano le premesse dell’album, da questo punto di vista?

Si, è vero, diciamo che abbiamo fatto molta più ricerca sugli arrangiamenti cercando di non cadere nei soliti clichè del rock. Questo ragionamento è stato fatto anche sui suoni, che non sono propriamente classic-rock o indie.

Vorremo essere personali e non identificabili in un genere/sottocultura, sappiamo che come forma di marketing non è la più indicata, ma per ora non ci interessa.

L’album identifica bene la fusione di noi quattro, così vicini come amici ma lontani come provenienza musicale. La costante sfida nei KAOS INDIA e ottenere un buon risultato che non suoni come compromesso, ma che sappia veicolare le emozioni di tutti e quattro i componenti con veracità.

i che cosa parlano e come nascono i vostri testi?
I testi parlano di esperienze e stati d’animo, dal punto di vista più intimo possibile. Le liriche sono opera di Mattia, ma le idee e gli spunti che fanno si che il testo nasca nella sua testa possono venire da tutti e quattro.

Nella nostra idea, la fusione tra testo e musica dovrebbe ricreare una “nuvola emozionale” da cui, anche solo in piccola percentuale, l’ascoltatore possa respirare lo stato d’animo (mood) che ha dato vita al pezzo.

Siete già al lavoro su un successore di “The distance between” oppure siete concentrati sulla promozione del disco?

Al momento proseguiamo con il lavoro di promozione, soprattuto con l’attività live. Inoltre in questi giorni stiamo facendo dentro e fuori dallo studio per le registrazioni del nuovo ep, il titolo non è ancora sicuro, mentre è sicuro che conterrà 3 nuovi pezzi freschi di scrittura da cui verrà estratto un singolo con relativo videoclip.

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