Luca Gemma, “Fantastiche visioni”: la recensione

Esce oggi venerdì 7 ottobre 2022 il nuovo album del cantautore romano, ma milanese di adozione, Luca Gemma. Fantastiche visioni esce su tutti gli store digitali per Adesiva Discografica e si compone di dieci tracce, già anticipato dai singoli Sul precipizio e Né santo né killer. Atmosfere crepuscolari, alternative pop che si nutre di canzone d’autore e influenze internazionali.

Luca Gemma traccia per traccia

Un cantato corale che non alza troppo la voce apre il disco, affacciandosi Sul precipizio: un brano mobile, una richiesta di narrazione, anche un’esortazione che si veste con i colori della chitarra e i modi della tranquillità.

Segue l’altro singolo, Né santo né killer, una negazione che definisce, mentre gli archi si sollevano alle spalle di una canzone che ha più strati ed esorta a parlare con la propria anima. “E intanto lo spettacolo va avanti/anche per un solo spettatore”. Fischio morriconiano a chiudere.

Si procede con Jesus Underground, celebrazione di avvenenza giovanile; ma il racconto, un po’ hippy come idea, cambia, così come le sonorità che lo accompagnano. Finale con schermaglie elettroniche, fiati, curiosi tunnel sonori.

Arriva poi la prima ballad del disco, L’errore, che si allinea su atmosfere a tutto cuore, con qualche blanda idea psichedelica che vaga qui e là. Passo cadenzato e racconto passionale quello che si incontra in Pezzi, alla ricerca di ciò che manca (sempre e in ogni vita).

Ecco poi le Fantastiche visioni del titolo: introdotte da battiti tribali e lontani, ma anche da movimenti sintetici, per un brano che si arricchisce via via di influenze e significati. La “menzogna verticale” assume sapori densi e molto pieni.

Atmosfera più serena quella che si respira con L’aria del mattino, che ha un che di vintage nei suoni, e che parla di guarigione, o forse di un nuovo giorno, o forse di entrambe le cose.

Equivoci digitali e l’imbarazzo dell’anzianità nella curiosa Cambia il mondo, carica di una certa ironia e dal passo lento. Una certa lentezza anche ne Il tuffatore, descrizione di gesto atletico che si trasforma in metafora dalle volute ampie.

Ultimo brano del disco è Riverbero, né sonoro né luminoso, ma di immagini di una coppia che non è più tale: la canzone è antica e triste, ma sostenuta con grazia da cantato e strumenti.

Album molto vivo e ricco di creatività, quello di Luca Gemma: l’artista interpreta con libertà il concetto di cantautore e decide di non limitarsi agli schemi, soprattutto per quanto riguarda i suoni. Nei testi si avverte la cura del pensiero e una fitta attività introspettiva. Lavoro meritevole di attenzione.

Genere musicale: cantautore

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