LUM: uno stile musicale diretto

Tomaso Brunello, musicista, cantante e songwriter per passione da lungo tempo, ha di recente pubblicato sotto il moniker LUM il proprio ep d’esordio, From a cold valley. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.  

Come è nata l’idea di creare il progetto musicale LUM?

L’idea è nata un po’ per gioco, alcuni amici mi avevano proposto di mettere insieme una band stoner/acid rock dove io avrei fatto da cantante, chitarrista e songwriter. Il progetto partiva comunque senza nessuna pretesa, ci si sarebbe trovati in una sala prove a suonare insieme qualche volta, giusto per riprendere in mano gli strumenti tutti assieme. Io ho preso l’idea seriamente e ho iniziato a scrivere delle canzoni, visto che comunque compongo musica di vario genere da anni.

I primi pezzi sono piaciuti e quindi ho pensato di chiedere anche l’opinione di un professionista nel campo della musica e ho inviato i brani a un mio amico di lunga data, Paolo Palmieri,  che lavora e gestisce con il suo socio Sebastiano Lillo lo studio musicale ed etichetta discografica Trulletto Records. Sia lui che Sebastiano mi hanno dato da subito feedback molto positivi e mi hanno proposto una co- produzione per l’ep d’esordio, così sono andato fino in fondo e abbiamo prodotto From a cold Valley.

Qual è il significato di From a cold valley, il titolo del tuo ep d’esordio?

La fredda valle da cui prende il titolo l’ep è la vallata dell’altopiano del Cansiglio che si trova in Friuli Venezia Giulia, appena al di là del confine con il Veneto. È un luogo dove mi piace andare a passeggiare nella natura ed è anche fonte di molte leggende da cui prendo ispirazione per i testi dei brani. Qui si trova anche il Bus de la Lum (“Buco della Luce”), da cui il progetto prende il nome, è un pozzo naturale, per il folklore locale una porta di accesso alle energie potenti che scaturiscono dalle profondità della terra. Leggende del posto narrano sia abitato da delle streghe.

Quali influenze musicali ti hanno ispirato nella creazione di questo lavoro?

In questo primo lavoro studio dal titolo Black Mountain, le più classiche sonorità rock e blues si mescolano a quelle dello stoner e dello rock psichedelico per dare vita a uno stile musicale diretto e dai pochi fronzoli, a tratti violento e oscuro. Generalmente ascolto musica di vari generi per cui non mi ispiro a delle band note in particolare per creare i brani ma l’ep potrebbe ricordare sonorità di Queens of the Stone Age o dei primi Arctic Monkeys.

Come descriveresti il tuo stile musicale in poche parole?

Le sonorità scelte per questo mini album sono caratterizzate da una batteria presente, linee di voce schiette e limitatamente melodiche, che strizzano l’occhio a quelle preponderanti nell’heavy metal, e da chitarre e basso sporcati al punto giusto da una serie di effetti fuzz che danno al progetto un tocco di ruvidità tipico del desert rock.

Come descriveresti il tuo approccio alla scrittura dei testi delle canzoni?

Prendo ispirazione da folklore locale e non, l’intento del progetto è trasportare l’ascoltatore in luoghi oscuri e onirici popolati da creature affascinanti e pericolose, metafora di nostri desideri e debolezze. I temi trattati nei testi dei brani richiamano l’immaginario narrato nell’heavy metal più classico, cui si aggiunge un tocco di psichedelia tipico del desert rock.

Qual è stata la parte più gratificante nel creare e pubblicare il tuo primo ep?

Le parti migliori sono state senz’altro ascoltare per la prima volta i miei brani prodotti con qualità studio dai ragazzi di Trulletto records e la pubblicazione dell’ep nelle varie piattaforme musicali. Questo in particolare era un sogno nel cassetto che sono felicissimo di aver realizzato.

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