Massaroni Pianoforti, “Maddi”: recensione e streaming

Maddi è il nuovo album di inediti di Massaroni Pianoforti per Maremmano Records (distribuzione IRD International Records Distribution). L’album è stato anticipato da San Francesco, un brano che racconta le molteplici facce della passione dal punto di vista di chi è stato lasciato; il sax è un regalo di Enrico Gabrielli (Calibro 35).

Con questo nuovo concept album, ho voluto portare alla vostra attenzione quel lato violento dell’animo umano che può condizionare la vita della persona che lo subisce: il pregiudizio – racconta Massaroni Pianoforti. Lo stesso pregiudizio che sento di aver vissuto all’età di sette anni, quando ho dovuto cambiare scuola per via di un trasloco della mia famiglia da una città all’altra, e mi sono ritrovato dopo solo qualche giorno di lezione, al centro della classe con la nuova maestra che mi presentava ai compagni di scuola: “Vedete, Gianluca è un bambino piccolino di statura e così il suo cervello, che in quella testa piccolina non può espandersi più di tanto, ha difficoltà di apprendimento e di sicuro d’intelligenza. Non farà mai niente nella vita”. Ecco, io oggi sono ancora quel bambino al centro di quegli sguardi che ridono di me. Così Maddi, un’emancipata ragazza dei nostri tempi, si trova suo malgrado proiettata in un contesto sociale dove il pregiudizio vince sulla realtà

Massaroni Pianoforti traccia per traccia

Dopo lo strumentale (appropriatamente, con pianoforte) Tema di Eléna che apre il disco, ecco la molto più incidente Enzimi, canzone da cantautore a tutto tondo, con un po’ di Dalla, un po’ di Rino, molto di personale, sia per quello che racconta, sia per come lo racconta. “Ma dove sta la felicità?

Ecco poi il recitato/declamato che introduce una più giocosa Ragazza di vita, che narra ovviamente di puttane, con voce sorniona. Ma ce n’è una che è diversa dalle altre e che merita considerazioni più personali. “Ma quanto è troia la vita?”

Con una voce molto più gentile si racconta poi de L’amore del piccolo Geko, che fa pensare al Capossela più dolce: una ricerca, contrassegnata dal suono degli archi, per parlare di un sentimento che prende toni carnali senza rinunciare alla tenerezza.

Maddi Eléna è la canzone dedicata alla protagonista dell’album, con i capelli blu spettinati qui dalla chitarra elettrica. La ricerca continua, ma con poche speranze ed emozioni che crescono in modo drammatico.

Più minimale il discorso sonoro su cui poggia Madre per sempre, una sorta di preghiera, con toni un po’ waitsiani, che muta forma in corsa. Voce e chitarra per una triste Genova, tra chitarra e piano, tra Paoli e De André, tra le vele e l’amore. Il canto si fa struggente mentre stringe i fili della narrazione.

Si ripercorrono i viali della memoria, con influenze sicuramente anni ’70, con L’età del piacersi, altra esplorazione corporea, anche se la testa sembra viaggiare verso altri lidi. Scansioni temporali e aria un po’ più leggera quella su cui si srotola Secondo Giovanni, che celebra un amore trovato.

Se il mio amore è altrove torna su modalità molto più intime e su rimpianti molto forti. Case in costruzione affronta sensazioni piuttosto definitive e una malinconia alla quale non è possibile sfuggire.

Ecco poi il singolo San Francesco con le sue dichiarazioni, il suo sax, la sua vitalità esplosiva. Ma questa esplosione dura il tempo di una canzone: Era già tutto previsto torna al mood più cupo, racconta storie di buchi, di ribellioni giovanili e di esiti prevedibili. Si arriva così al minuto finale che racconta L’epilogo di Maddi.

Che cosa c’è di più fuori moda di un “vero” concept album? Non quelli a cui si mette l’etichetta “concept” perché tre canzoni nella tracklist hanno una vaga attinenza di argomenti: un racconto vero, vibrante, vissuto, che dall’inizio alla fine fa riferimento allo stesso personaggio e alle sue avventure (e sventure)?

Boh probabilmente qualcosa c’è, anche se non mi viene in mente. Ma delle mode sembra infischiarsene, giustamente, Gianluca Massaroni (Pianoforti), che ha una storia da raccontare e la appoggia dolcemente su quattordici brani di un disco intensissimo e molto pieno, cesellato con attenzione e capace di avvincere dalla prima all’ultima nota.

Con tutto lo spettro delle emozioni che suscita l’amore, il disco racconta una storia di sentimenti, di abbandono, di marginalità, di difficoltà della vita. Una storia come tante, insomma, messa in evidenza dal talento di un cantautore di talento indubbio, consapevole di avere tra le mani un lavoro importante, del quale si è dimostrato perfettamente all’altezza.

Genere musicale: cantautore

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