Mauràs, “Dico sempre la verità”: recensione e streaming

Dico sempre la verità è il titolo del primo disco solista di Mauràs. L’album, pubblicato da Bonnot Music, è stato interamente curato da Bonnot, storico produttore degli Assalti Frontali.

Rapper, dj, beatmaker torinese, Mauràs, al secolo Mauro Sità, realizza ora il suo primo disco da solista che è stato anticipato dal video e singolo Capitalunedì,che vede la presenza di due colossi del rap italiano come Inoki Ness e Willie Peyote, oltre al lavoro di produzione di BONNOT, seguito dal secondo estratto, la title track “Dico sempre la verità”.

Nel disco anche il featuring con Frank Sativa che firma la produzione di un brano e la presenza alle batterie di Enrico Matta aka Ninja ed Ermanno Fabbri alle chitarre.

Mauràs traccia per traccia

Si parte proprio da Capitalunedì, colorato e collaborato singolo che prende la forma di una strombazzante giornata storta, con finale chiassoso ed elettrico e i vividi interventi di Willie e Inoki.

Sembra volersi calmare Facile, ma è solo una questione di incipit: passata la prima curva anche questa si tramuta in una canzone festosa anche se non priva di contrasti (né di fiati).

Altro singolo Dico sempre la verità, ricca di suggestioni 80s e di polemiche (ironiche, ma non troppo) nei confronti di un certo numero di colleghi non particolarmente originali.

Alibi, con Awa Fall, se la prende con i luoghi comuni che alimentano il successo di un certo tipo di pensiero (e di un certo tipo di partiti). Come quasi sempre nel disco ecco una parte speciale riservata alla chitarra elettrica, qui impegnata in un assolo d’altri tempi.

Majorana, intolata alla scuola (con relative perquisizioni) e non al fisico, è una canzone che non glorifica molto il patriottismo (e perché farlo, del resto?), toccando temi d’attuaità con un ritmo funk e modi tutto sommato morbidi.

Con un sample quasi mascherato da antichi ma sempre significativi Style Council, Air BNB vede la partecipazione di Frank Sativa, per un altro pezzo morbido e malinconico, questa volta virato su una storia finita. “Cosa combatto per amore?/fa molto più artista ammazzarsi”

Tutt’altre le idee di Balenciaga, che riporta un po’ ai modi del primo Achille Lauro, anche se un po’ meno estremi e sicuramente con un intento critico molto appuntito.

Un titolo molto rock per I’ll sleep when I die, pezzo ricco di groove con un buon lavoro di basso e chitarra (e una citazione doppia da TheGiornalisti).

Si chiude con qualche pizzico di malinconia, almeno nella musica, con In confusione, che in realtà parla di politica e in modo piuttosto aggressivo.

Per capacità di analisi della realtà, tecnica, ispirazione e risultati complessivi, l’esordio di Mauràs è davvero notevole. Piace anche la capacità di utilizzo di materiali di provenienza da altri generi (su tutti la chitarra, decisamente rock) con la capacità di modellarli a proprio piacimento.

Genere: hip hop

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