Max Penombra & le Visioni di Cody: nostalgie d’estate

Restate come siete è il nuovo album di Max Penombra feat. Visioni di Cody, il rapper e la band indie pop confermano il sodalizio artistico confezionando un album atipico in cui la loro street credibility romagnola si tinge con un velo di ironica nostalgia.

Per cominciare a parlare del nuovo album Restate come siete, direi che dopo Quando esco voglio stare tranquillo, ultimo disco assieme, il sodalizio è stato confermato. Cos’è che vi unisce e vi fa andare così d’accordo?

Con il primo disco pensavamo di aver trovato un buon punto d’incontro, con Restate Come Siete c’è stata proprio una fusione tra le nostre due realtà. Ci piace fare musica assieme ed è questo ciò che ci importa maggiormente. Siamo prima di tutto un gruppo di amici.

Bologna Mare, brano d’apertura del disco, è un pezzo che potresti benissimo sentire in loop nelle radio delle attività balneari, ma quello che mi preme sapere è se cambiato qualcosa, in meglio o in peggio, da quando a Ravenna “Lido di Savio” ha acquisito il nome di “Bologna Mare”?

Bologna Mare è il nome che aveva anticamente Lido di Savio. Non sappiamo per quale motivo il comune di Ravenna abbia cambiato ancora nome alla località. Fatto sta che in queste zone i rapporti con i bolognesi sono piuttosto aspri, probabilmente per ragioni calcistiche, oppure per campanilismo, fatto sta che alcuni affezionati al lido hanno rubato il cartello “Bologna Mare” appena è stato messo su. Una roba goliardica sicuramente ma molto significativa a nostro parere.

Restate come siete è il racconto di un’estate italiana finora inedita, ma in realtà più veritiera di quella che si vende sui social. Credete che oggi ci sia spazio per una narrazione più popolare e meno cool dell’estate?

Crediamo sia l’unico modo di raccontare la stagione estiva, soprattutto per noi che viviamo in zone fortemente influenzate dalle stagioni. Noi in questi posti ci viviamo anche quando diventano deserti, freddi, nebbiosi e impresentabili; perciò, li riconosciamo anche quando si accendono di mille colori per attirare i turisti. Il nostro album parla dell’estate ma anche della ciclicità del tempo. Alla fine, i “successi dell’estate” sono puro intrattenimento, non vogliono raccontare nulla. Anche a noi interessa intrattenere con la musica, ma ci interessa anche parlare di quello che ci sta attorno e del momento che viviamo.

Il brano Le Colonie mi fa pensare al paesaggio urbano spesso abbandonato di alcune zone balneari e mi colpisce per il senso di nostalgia che è in grado di evocare. È vero che le persone al mare cambiano?

Il brano Le Colonie è stato scritto pensando proprio a una zona di Cesenatico, altra località della riviera romagnola che a noi sta molto a cuore, che ha un paesaggio composto da queste colonie diroccate che vanno in contrasto con i modernissimi stabilimenti balneari a pochi metri di distanza. La gente quando viene al mare ha tantissime aspettative, ma non si può dire in tutta onestà che cambi. Probabilmente vivono diversamente i rapporti quando sono in vacanza.

Allora perché ci auguriamo sempre di ritrovarci uguali anche l’estate successiva?

Quello che intendevamo appunto è che la gente non cambia veramente, più che altro cambia il modo in cui viviamo il rapporto con gli altri. Ci sono certe amicizie o certi amori che durano un’estate. Tu chiedi a quelle persone che ti hanno fatto emozionare di rimanere come sono, per prolungare la magia di quei momenti. Ma è un equilibrio delicato e una volta che si sposta un elemento crolla tutto quanto.

Cosa significa nello specifico essere un Ragazzo di New York e chi tra di voi lo è di più?

Il brano è stato scritto quasi interamente da Enrico Mancini; quindi, forse è lui il ragazzo di New York. Considerato che nessuno di noi è mai stato a New York, ci immaginiamo una grande mela influenzati un po’ dal sentito dire e dai film ambientati in questa metropoli. È un pezzo che tratta della liberà di far ciò che si vuole. Ci sono dei giorni in cui ti senti più libero, magari perché ti sei tolto un peso, ti sei liberato di un lavoro o di una fidanzata/fidanzato che ti opprimeva. New York è per noi un po’ il simbolo delle grandi opportunità e dove puoi desiderare di essere tutto quello che vuoi, almeno in teoria. E in questo stato di ebrezza può sembrare che anche il centro di Cesena sembri Manhattan.

Dai testi si coglie molto della vostra identità romagnola, cos’è che vorreste far trasparire di più della vostra terra attraverso le canzoni?

Alcuni dei nostri conoscenti ci criticano perché facciamo spesso dei riferimenti nelle canzoni a luoghi e a personaggi che conosciamo solo noi e pochissimi altri. Ci ha sempre affascinato e divertito raccontare da vicino la nostra terra e i posti che frequentiamo. È bello che chi ascolta si faccia un’idea sua, come quando leggi un libro ti puoi immaginare i personaggi e le ambientazioni.

Per tutti quelli che vivono in città, com’è vivere al mare?

Il disco precedente l’abbiamo prodotto e registrato in uno studio a lido di Dante, altra località di mare, a casa di Francesco Giampaoli (edizioni Brutture Moderne). Quest’ultimo sosteneva che c’è qualcosa che unisce quelli che vivono al mare. Una sorta d’intesa, di empatia tra di loro. Sicuramente si entra nelle dinamiche che abbiamo descritto nel disco. 

Si sente molto di più il passaggio di stagione e la nostalgia. Però ci sono le condizioni perfette per registrare un disco o fare musica. Provare per credere.

Meglio il mare d’estate o d’inverno?

Il mare d’inverno è utile se vuoi fare delle foto da mettere su Instagram per dimostrare quando sei romantico/romantica. L’estate è sicuramente più divertente.

Pagina Instagram Max Penombra