Misentotale, “Le mille sfumature che non ho”: recensione e streaming

Dietro al progetto Misentotale, che vede protagonista il genovese Simone Meneghelli autore di parole e musica, insieme a  insieme a Simone Cricenti al violoncello e Gigi Marras alla batteria, c’è un piccolo universo da esplorare fino in fondo. Il titolo del primo, atteso ep è Le mille sfumature che non ho, e cerca di contenere nelle cinque tracce che lo compongono tutto quello che c’è dentro agli esseri umani che lo hanno creato: “Canzoni, voce e chitarra, violoncello, legno e lucine e un mondo sonoro che si ispira all’ universo indie folk” è la definizione che, sotto costrizione, danno di sé Meneghelli e i suoi.

Ed effettivamente così è, ma non solo: dentro l’universo di Sentirsi tali c’è un lungo lavoro di ricerca dei suoni giusti, delle parole giuste, la voglia di star dietro ai cambiamenti troppo veloci che ci rendono inevitabilmente unici e riconoscerli per poi trasformarli in suoni, atmosfere, sfumature. Tante le canzoni scritte, tante le esperienze sopra i palchi e per le strade, tanta la voglia di realizzare un album che avesse realmente le caratteristiche di un prodotto artigianale e non necessariamente figlio delle mode del momento, e il risultato ha proprio il sapore di un qualcosa di autentico e sentito, visceralmente e mentalmente, come quelle cose che non riesci a capire fino in fondo ma riesci a sentire anche ascoltando distrattamente.

 “Oltre che un nome una bella assicurazione sulla libertà. Un nome scelto in un momento nel quale non si sapeva ancora cosa sarebbe stata la musica a cui saremmo andati incontro e per non chiudersi nessuna porta ecco ‘mi sento tale’, cioè qualunque cosa senta in questo preciso momento“, spiega Simone Meneghelli per raccontare la scelta di un nome che riesce a cambiare accezione in base alle proiezioni, alle sensazioni, ai desideri e agli eventi che mano a mano danno forma al mondo.

Misentotale traccia per traccia

Se mi faccio del male voglio farlo per bene

Farsi male fino in fondo, consapevolmente, per calmare il battito del cuore e trasformare l’autodistruzione in energia per ripartire con nuova consapevolezza. Se mi faccio del male è il titolo del brano, che al suo interno racchiude anche il titolo dell’ep e che introduce, accompagnando per mano, nell’universo compositivo ed emozionale di Misentotale.

La capacità di accarezzare il dolore, di mostrare angoli bui come necessari e senza l’attitudine al mugugno tipicamente genovese rende ancora più confidenziale il rapporto che si crea tra chi scrive e canta e chi invece ascolta.

C’era una domanda che dovevo fare / e ora non ho quasi niente da dire

Il ritmo aumenta un po’ in Schiena contro schiena, che è stato il brano icona anche prima dell’uscita di questo ep, spesso proposto live da Simone durante le sue esibizioni in quel di Genova, e non solo. Una ballata che non guarda negli occhi, che racconta il momento in cui ci si sente intimamente in contatto senza però comunicare, allungando i percorsi e apprezzando i momenti “persi” e le parole non dette.

Come queste parole che mi escono dagli occhi / che non sono mai stati così aperti

Il Bellissimo trauma di essere prigionieri di un tramonto, viene morbidamente raccontato tra l’emozione e il giusto tempo per abitarla, guardarsi dentro e accettare quel che comporta. Un po’ come quando ci si innamora, si resta imbambolati e catturati dagli istanti, dall’impossibilità di spiegare quel che sentiamo, vediamo, percepiamo.

Sento scottature e raffreddore / indizi per capire, qualcosa è da cambiare

Il Cambio di stagione riesce a volte ad avere il potere di modificare non solo l’ambiente che ci circonda, ma anche un po’ noi stessi. Energie che si muovono, si spostano, portano nuove consapevolezze e nuovi istinti che la ragione cerca di interpretare. Riverberi, ragione ed emozione accompagnano per mano in un altro luogo, in un altro momento, altrove.

Nuotava sicura / sotto di lei la sua natura

Si parla Di lei in chiusura di ep: una lei che vive il mare come elemento e come ambiente naturale, quasi in una comunione. Chi resta fuori dall’acqua scrive un testo dedicato a questo nuotare catartico, questo navigare a braccia aperte, a questo momento che religiosamente prova a restare impresso nella memoria, come una delicata dichiarazione d’amore, come il voler fissare un istante e ricordarlo perché vedere la pienezza del sentire nei suoi occhi e nel suo battito cardiaco vale più di mille parole.

In ogni traccia la voce di Simone Meneghelli abbraccia i testi e racconta storie nelle storie: sa dove mettere gli accenti, dove fermarsi a respirare per riuscire a rendere un po’ più magico anche un tramonto, una nuotata o un ballo. Le canzoni di questo ep parlano di momenti, sanno di fotografie, mostrano sfumature e nel frattempo le colorano con la palette che hanno a disposizione in quel momento: sempre un po’ diversa a ogni ascolto, mai fuori stagione cromatica.

Genere: cantautore

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