Lasciami andare è il nuovo singolo del duo Mr&Mrs. Un brano è una trap ballad malinconica che mescola elementi elettronici a un cantato pop orecchiabile intervallato da pezzi hip hop. Ecco la nostra intervista.
Come nasce Lasciami andare? C’è stato un momento preciso che ha ispirato il brano?
“Lasciami Andare” nasce da un’emozione che conosciamo bene, e che probabilmente molte coppie conoscono: quel momento in cui ti accorgi che qualcosa si è incrinato, ma non riesci a staccarti. Non c’è stato un singolo episodio scatenante — è più una sensazione accumulata nel tempo, fatta di silenzi, di sogni rimandati, di sguardi che non si incrociano più come prima. Abbiamo deciso di non lasciarcela scivolare addosso, ma di trasformarla in musica.
Il titolo sembra una richiesta di libertà, ma anche una resa. Qual è il vero significato per voi?
È esattamente quella tensione che volevamo catturare. Lasciami andare non è né solo una richiesta né solo una resa — è entrambe le cose insieme, e questo è il cuore del brano. C’è qualcuno che chiede di essere liberato, ma nel dirlo ammette ancora di essere trattenuto da qualcosa di reale. La nostra consapevolezza profonda, quella che emerge dal testo, è che nessuno è mai davvero libero fino in fondo quando c’è ancora amore di mezzo.
Che tipo di emozione vorreste lasciare a chi ascolta il pezzo?
Vorremmo che chi ascolta si sentisse riconosciuto. Non consolato, non necessariamente, ma capito. Quella sensazione di “anche io ho vissuto questo” è la cosa più potente che la musica può fare. Se qualcuno arriva alla fine del brano con un nodo in gola ma anche con la sensazione di non essere solo in quello che prova, per noi è già tutto.
Cantate in più lingue: come scegliete quale usare in ogni brano?
La lingua la sceglie l’emozione, non noi. L’italiano ha una capacità unica di raccontare le sfumature sentimentali — è diretto, viscerale, non si nasconde. Per Lasciami Andare era la scelta naturale, perché il brano richiede quella crudezza emotiva. Lo spagnolo lo sentiamo più caldo e fisico, il francese più malinconico e poetico, l’inglese più universale. Essendo nati in Svizzera e Ucraina e vivendo in Italia, per noi passare da una lingua all’altra è quasi istintivo, ogni brano trova la sua.
C’è qualche artista o scena musicale che vi ha influenzato particolarmente per questo singolo?
La trap ballad come genere ci ha sempre affascinato perché riesce a tenere insieme durezza e fragilità nello stesso respiro. In Italia artisti come Lazza e Marracash ci hanno dimostrato che si può fare rap profondo senza rinunciare all’emotività. E poi ci sono influenze più internazionali, sonorità che mescolano pop e urban in modo cinematografico. Lasciami Andare vive esattamente in quel confine.
Essere una coppia nella vita e nella musica è un punto di forza o una sfida?
È entrambe le cose, senza sconti. Il punto di forza è che quando scriviamo di amore, di conflitto, di attaccamento, non stiamo immaginando niente. Lo conosciamo davvero. C’è un’autenticità nel nostro racconto che viene proprio da questo. La sfida è che lo studio, a volte, diventa anche un posto dove si portano le tensioni di coppia. Ma abbiamo imparato che proprio quelle tensioni, se le sai usare, diventano materiale prezioso.
Dove vi vedete tra cinque anni, sia come artisti che come duo?
Tra cinque anni vogliamo che Mr&Mrs sia un nome riconoscibile non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa, e perché no, oltre. Abbiamo un suono e una storia che parlano di più culture, e questo ci dà una flessibilità che vogliamo sfruttare. Come duo, nella vita e nella musica, vogliamo continuare a crescere insieme, che poi è la cosa più difficile e più bella allo stesso tempo.

