Naftalina: voglia irrefrenabile di creare qualcosa

Dagli anni Novanta con furore, e un po' di (post)punk: i Naftalina, storica band italiana, ci riprovano con Distorta, un nuovo singolo e una lineup che rimette insieme la storia del gruppo. Li abbiamo intervistati (sotto il video).

Una nuova partenza per la vostra band, storica ma in un certo senso sempre nuova. Che cosa vi ha spinto a ripartire stavolta?

Fondamentalmente quello che sentono tutti i musicisti e appassionati di musica: quella voglia irrefrenabile di creare qualcosa, che pulsa dentro di te, ogni tanto cerchi di reprimerla, ma poi riaffiora sempre e non ne puoi fare a meno. 

A gennaio esce il vostro nuovo album. Che cosa ci potete anticipare in merito?

Il nostro nuovo album si chiamerà La fine e uscirà il 17 gennaio, ci saranno 10 tracce, tra cui i 5 singoli che sono usciti da maggio a oggi. E’ esattamente il punto d’incontro tra i vecchi Naftalina più Pop-punk e quelli più Rock.

Anche se per noi la parola “Punk” è sempre stata solo un modo per dire che venivamo da quelle sonorità 97-98  Ataris style… non abbiamo mai cavalcato l’onda politica e di ribellione per cui questo genere era nato nei ’70. Ne abbiamo semplicemente fatto un gioco, un divertimento musicale usando spesso testi auto ironici.

Non si può non parlare di “Error 404”, di Auroro Borealo, dei Verve, ma soprattutto, dai, di Auroro Borealo. Come nasce l’idea e tutto il resto?

Auroro Borealo ha iniziato a scriverci appena ci siamo riuniti, sono seguite telefonate estive lunghissime e molto bizzarre. Lui ci ha spiegato cosa rappresentavano i “Naftalina” per lui quando era un ragazzino, ed effettivamente aveva una versione molto reale del percorso assurdo ma anche interessante che avevamo fatto in quegli anni.

Eravamo una band amatissima e odiatissima, senza mezze misure. Per questo motivo ci ha anche confessato che era l’artefice del famoso articolo che sparava a zero su di noi su “Orrore a 33 giri”, e solo per questa confessione l’abbiamo amato a dismisura. Poi nell’estate del 2018 era appena nata l’idea nella nostra testa di rifare la cover del video dei Verve per la canzone di “Error 404”.

Ci abbiamo messo un secondo a pensare che lui era il nostro Richard Ashcroft. Auroro ha organizzato tutte le comparse a Milano, cercandole tra i suoi fans, noi abbiamo reclutato il regista delle Iene di Italia1 e ne è venuto a nostro parere un piccolo capolavoro, dimostrando che bastano le idee anche senza metterci migliaia e migliaia di euro. A oggi sono convinto che Auroro possa prendere qualsiasi strada nel mondo della televisione. Ora sta cantando, ma potrebbe fare l’attore o il presentatore, e penso proprio che avrà una carriera lunghissima.

Parlando di video, “Distorta” ha un’estetica totalmente Nineties: come nascono brano e clip?

Il brano è nato in cameretta con un’acustica, come tutti gli altri, poi ho pensato a un testo che fosse in contrasto con la melodia ultra pop della linea melodica. Ho parlato di un tema attuale e a volte preso sotto gamba. Un vero e proprio tunnel per molti giovanissimi. Credo che la canzone come dici tu, è molto ’90, e sarebbe sicuramente finita in radio 20 anni fa, come papabile post “Se” visto la popolarità che avevamo in quei tempi, ma a oggi rimarrà qualcosa per pochi intimi, salvo miracoli divini.

Che succederà ora ai Naftalina?

Andiamo avanti per la nostra scalata dell’Everest. I nostri vecchi fans stanno in questo preciso istante guardando una serie tv figa su Netflix sul divano con moglie e figli e ogni tanto ci fanno un like su Instagram, ed è normale sia così. Negli anni ’90 è assurdo, ma eravamo noi quelli troppo commerciali, quelli ultra pop, quelli paraculati, mentre oggi siamo in un circuito indipendente, autoprodotti a livello audio e video, senza etichetta e booking, troppo distorti per il circuito indie-pop, e troppo pop per il circuito post-punk.

Per cui continuerò a scrivere brani con le mie influenze a metà strada tra Weezer, Nirvana, Ataris, Duran Duran, finché divano e Netflix non mi richiameranno all’ordine. Per ora ci tengono in vita i complimenti di musicisti che non sapevamo neanche potessero apprezzare le nostre canzoni, tra cui Alosi ex Pan del diavolo, Myss Keta, Io e la Tigre, Cosmetic… Questo pazzo mondo della musica non finirà mai di stupirmi.

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