Oil, “Electroshock Serenade”: la recensione

coverNati nel 2007, gli Oil hanno dovuto percorrere strade quasi interminabili per arrivare al proprio esordio discografico, l’ep da cinque tracce Electroshock Serenade. I cinque brani che compongono l’album rappresentano un piccolo concept che ruota intorno all’idea di fuga e di evasione. Un processo di liberazione
delle coercizioni emotive.

Oil traccia per traccia

Aperta da un riff che potrebbe ricordare Tom Petty, è Carefully a dare inizio all’ep. Lo sviluppo melodico/rock si apre a caratteri quasi springsteeniani in corso d’opera. Arriva poi la più notturna Do it, con una buona linea di basso e la voce in maggiore evidenza.

Ritmata e più decisa Bullet, nella quale l’influenza dell’indie rock emerge con maggiore carattere. Buon ritmo e buona personalità anche per quanto riguarda Rattlesnakes, serpenti a sonagli piuttosto amanti del rock. L’ep chiude con le note dell’evocativa e di nuovo oscura New escape, in cui la chitarra si occupa di spezzare il buio con piccole note scintillanti.

Buon esordio, pur dopo lunga attesa, per gli Oil. La band si dimostra coesa e chiara negli obiettivi sonori. Il progetto di fuga sembra riuscito, magari il suono non è proprio del tutto inedito, ma la coerenza di fondo ripaga dell’ascolto.

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