Quarzomadera, “Apologia del calore”: la recensione
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QuarzomaderaSi chiama Apologia del Calore il nuovo e quarto disco dei Quarzomadera. Otto brani orientati verso l’alternative rock di matrice stoner, con testi in italiano. Registrato e mixato lo scorso febbraio al Frequenze Studio di Monza, Apologia del calore chiude una serie dedicata ai quattro elementi in natura: l’acqua con Cardio & Psiche (2006), l’aria con Orbite (2009), la terra con L’impatto (2012).

Quarzomadera traccia per traccia

Il primo pezzo del disco, Nel nucleo, si presenta già in modo piuttosto potente. Insieme agli influssi stoner si indovinano anche inclinazioni leggermente più “sinfoniche”. Passaggi importanti di chitarra caratterizzano il sound di Giochi per dimenticare.

Segue Il gregge, in cui la polemica sociale si interseca a sonorità hard rock con influssi blues piuttosto vintage. A proposito di vintage: Al veleno rispolvera dinamiche non estranee a svariate band anni Settanta, Deep Purple e King Crimson in testa.

Era Loop concede qualche svisata in più alla chitarra, in un pezzo molto elettrico e con un mood piuttosto acido. Si scivola senza sforzo verso lo psichedelico con Amico di ieri, cover di un antico pezzo de Le Orme, qui resa con maggiori dosi di energia elettrica.

Episodio melodico, arriva poi Leggimi nel pensiero, oasi di tranquillità in un disco mai troppo calmo. Si chiude con Astri (Nascita, Vita, Morte), suite strumentale finale oltre i sette minuti, che torna su stilemi di rock potente.

Un disco potente e meditato, quello dei Quarzomadera. La band ha raggiunto una maturità sufficiente per gestire a piacimento influenze e scelte sonore. Il disco è compatto senza essere monotono, d’impatto senza perdere per strada sfumature importanti.

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