Si chiama Fears, Hopes and Maps il risultato dell’incontro tra Charlotte Bridge (Stefania Salvato, ex Talk To Me) e Edwin Aldin (ex Natas Loves You). Charlotte Bridge, trasferitasi a Lussemburgo nel 2014, conosce Edwin Aldin, produttore lussemburghese. I due provano a fondere i propri background musicali in una collaborazione pop, fatta di synths e drum machine.

Edwin Aldin & Charlotte Bridge traccia per traccia

Si parte con Shelter, che ci proietta subito in un mondo che tiene conto di varie tendenze di elettropop, dal synth al d’n’b a idee più recenti, proiettandole su sonorità morbide ma non spente.

Anche con Eastern Shore siamo di fronte a un discorso morbido, anche se il drumming rimane intenso. Il mood del pezzo è malinconico, e la voce di Stefania/Charlotte non fa nulla per nasconderlo.

Anche Maps si muove su orizzonti di una certa dolcezza, alla ricerca di qualcosa che è scomparso: qualche dose di elettronica raffredda il paesaggio, ma senza esagerare. Piuttosto animata The Edge, con una sensazione che porta verso un innalzamento e un climax sorretto ancora una volta dalle percussioni.

Restless porta qualche energia in più e anche qualche sintomo da dancefloor, pur mantenendosi su ritmi più che ragionevoli, ma mostrando un lato dichiaratamente pop. Anche Dunes che segue conserva parte delle caratteristiche del brano precedente, ma si permette una coda strumentale allungata con qualche caratteristica da old progressive.

Più sognante il contesto di Questions, punteggiata da percussioni intense e per una volta non caratterizzata dalla voce della cantante. In the Night vede invece il ritorno della voce, accompagnato da soffici discorsi elettronici e scie notturne.

Un giro semplice contraddistingue Mirrors, che oscura le sonorità più luminose del disco per proporre un percorso comunque piuttosto dreamy. Si chiude con Hope, di nuovo soffice.

Ottimo connubio, quello tra Charlotte Bridge ed Edwin Aldin, che ripropongono un set ormai classico tra voce e producer, ma lo fanno con buona personalità, cura del dettaglio e qualche spunto originale.

Se ti piacciono Edwin Aldin & Charlotte Bridge assaggia anche: Maddalena, “Electrodream”