Recensione e streaming: Il corso delle cose, “Come stai”

Su etichetta Seahorse e con distribuzione Audioglobe, tre anni dopo Domani ecco Come stai, il nuovo disco de Il corso delle cose. Il progetto di Ascanio Ciriaci, da solitario tramutatosi in band, come da tendenza ormai piuttosto consolidata anche nella musica italiana.

Tommaso Lostia (chitarra) e Luca Benedetti (batteria) sono entrati a far parte del progetto Il corso delle cose a marzo 2015, a disco finito, ma il disco suona "da band" comunque, benché l'input originario parta comunque da Ciriaci, anche se affiancato dal bassista e tastierista Marco Vigliotti.

Il corso delle cose traccia per traccia

Si parte con il feedback di Avvoltoi, che decide di dedicarsi all'elettricità fin dai primissimi passi dell'album. Altra decisione è quella di prestare occhio e orecchio all'attualità, senza ergersi a maestri o giudici, piuttosto con atteggiamento da testimoni.

Non casuali e piuttosto chiari i riferimenti a fatti, persone e soprattutto metodi di azione ne La meglio gioventù, con link abbastanza chiari e alla produzione televisiva recente e alla produzione politica inveterata. Navigatori, potente e compatta, corre veloce fino a una pausa che arriva quasi alla fine. I "navigatori" del titolo non sono avventurieri ed esploratori, ma piuttosto gente che naviga a vista, con conseguenza il disastro.

Più morbida Non ha senso, atteggiamenti da ballata classica e testo votato più sul personale e meno sul pubblico. Se il sonno della ragione genera mostri, che cosa genera Il suicidio della ragione? In questo caso, ricordi di guerra che si sovrappongono a noie quotidiane, su un pezzo ritmato e con chitarre molto incisive.

Cristologia di un semplice corre velocemente lungo i propri due minuti dietro a forti influssi punk rock, nonché dietro a suggestioni di una vita di Cristo molto "alternative". Si slappa di basso in apertura di Fuori di me, prima che la chitarra fornisca adeguato supporto, aggressivo ma anche piuttosto evocativo.

Atmosfera più morbida ma comunque con un drumming efficace quella di Immagini. Quello che puoi torna ad attaccare l'ascoltatore alla gola, con un sound potente e anche abbastanza roboante. L'atteggiamento filo-punk è ribadito dalla brevità del pezzo: due minuti e nessuna concessione a orpelli inutili.

Si chiude con Come stai, la title track, ritmi non altissimi, qualche suggestione post grunge (gli avvallamenti del bridge e qualche eco della chitarra fanno pensare alla Seattle pearljammiana e soundgardeniana), con ancora altra potenza da spendere verso la fine.

Prova molto compatta per Il corso delle cose, con il livello di ispirazione sempre piuttosto alto e un'energia non trascurabile. Cantautore o power trio che sia, il disco suona bene, e non c'è davvero nient'altro che importi sul serio.

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