Recensione: Salvario, “Salvario”

salvarioEp d’esordio, omonimo, per Salvario: Salvatore Piccione (che ha “rubato” il nome d’arte al quartiere torinese di San Salvario) si è fatto aiutare da Matteo De Simone e Federico Puttilli dei Nadàr Solo per realizzare quattro canzoni d’impostazione rock-pop.

Il disco è stato registrato e mixato al Maison Musique di Rivoli (TO) da Federico Puttilli e Andrea Boe, masterizzato al Dub the Damon Studio di Lanterna San Giovanni (TO) da Simone Squillario. Produzione artistica: Matteo De Simone (Nadàr Solo).

Salvario traccia per traccia

L’ep si apre con Mare, veloce inno a tempi più semplici, con elementi elettronici ben miscelati a una struttura pop-rock molto rapida. Per un istante segue con un passo sostenuto, inseguendo speranze effimere e sonorità di rock classico.

Rallenta il ritmo e prende modi southern rock Natale 2014, che vede la chitarra acustica fra i protagonisti e l’intensità come obiettivo.

Anche la traccia conclusiva, Tutto quello che ho da dire, punta su ritmi moderati e su sensazioni melodiche, con il pianoforte a rafforzare il discorso. Poi la canzone cambia passo e finisce in accelerazione.

Pur non avendo spunti di originalità esagerata, l’ep di Salvario può piacere grazie a buone caratteristiche nei campi della melodia, dell’impeto, di una certa sensibilità.

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