Regione Trucco: è stata la musica a spingerci a fare i musicisti

Linguette è il nuovo singolo della band Regione Trucco, protagonista della nostra intervista di oggi.

Cosa vi ha ispirato a diventare un musicisti?

Da bambini c’era chi si emozionava a dare calci a un pallone o chi a giocare con i videogiochi: noi abbiamo provato la stessa sensazione quando abbiamo provato uno strumento. E’ stata la musica stessa a spingerci a fare i musicisti.

A quanti anni avete iniziato a suonare?

Eravamo tutti molto piccoli quando abbiamo iniziato a suonare, intorno ai 10 anni.

Come descrivereste la vostra musica?

Descrivere la propria musica è sempre difficile: il nostro tentativo è quello di proporre delle canzoni che suonino attuali, senza rinunciare ai contenuti dei testi (che però non vogliamo siano mai pesanti)

Dov’è il luogo del vostro concerto ideale?

Dovunque la gente sia lì per ascoltare musica eventualmente con una birra in mano e non dove la gente sia lì per bere una birra ed eventualmente ascoltare un po’ di musica. Abbiamo suonato in locali piccolissimi e a festival di piazza con anche 15.000 persone: la discriminante per un buon concerto è sempre la curiosità delle persone verso la musica.

Qual è la vostra canzone preferita da esibire?

Non c’è un pezzo in particolare che preferiamo suonare: dipende molto dalla predisposizione delle persone in quella data sera. Anche se ovviamente non vediamo l’ora di suonare il nostro nuovo singolo Linguette (dal vivo non l’abbiamo mai suonato)

Quali musicisti celebri ammirate?

in ordine sparso secondo le preferenze di tutti noi: Brunori Sas, Pink Floyd, Blanco, 883, Paolo Conte, Calcutta.

Qual è il miglior consiglio che vi è stato dato?

Non abbiate fretta: nessuno sta aspettando il vostro disco.

Se poteste cambiare qualcosa nel settore della musica, quale sarebbe?

Non siamo complottisti, il mercato si autoregola: se in questo momento è così è perché è così che deve essere e perché così funziona. Se proprio vogliamo fare una critica potrebbe essere quella di dare un’attenzione esagerata al mondo digitale in generale: abbiamo un po’ il timore che si stiano creando una serie infinita di artisti molto bravi con produzioni di livello, la cui arte rischia però di rimanere nell’etere. 

Buoni propositi e progetti futuri?

Far uscire un paio di singoli ancora e poi il disco. E, ovviamente, suonare live, sempre, il più possibile.

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