Ribes: la mancanza di un appagamento relazionale

Fuori da fine aprile Clienti, il nuovo singolo di Ribes. Un brano in cui il cantautore ironizza su quanto la società giri tutta intorno al mero guadagno, senza nessun desiderio di metterci l’anima. Clienti si muove in un sound pop elettronico con dei richiami agli anni ’90, ma che rimane ben radicato nel panorama musicale attuale. Melodie incalzanti quasi ipnotiche che fanno venir voglia di ballare, accompagnati da un testo che fa sia sorridere che riflettere. Ed ecco cosa ci ha raccontato Ribes sul suo progetto.

Puoi raccontarci come è nata l’idea di Clienti? C’è stato un evento o una riflessione particolare che ti ha ispirato?

Il brano è stato ispirato, come molti altri, dalle dinamiche che ho vissuto in prima persona quando ancora lavoravo in azienda, prima di lasciare tutto per fare il musicista. Era da molto tempo che riflettevo su come, in certi ambiti, col trascorrere degli anni i rapporti umani fossero diventati sempre più aridi, sempre più strettamente connessi al denaro, vuoti di autenticità. Non è stato poi difficile esprimere questa mia percezione in un brano musicale come Clienti.

Il tema del guadagno e del consumismo è molto attuale. Come mai hai deciso di affrontarlo proprio ora?

Penso siano i tempi giusti per riflettere su queste problematiche, perché sempre più persone si lamentano di non avere una vita felice, appagante. Nella maggior parte dei casi questo è dovuto a un eccesso di appagamento direi “materiale” e di una mancanza invece di un appagamento che definirei “relazionale”, “sociale” o più genericamente “emotivo”. Il consumismo difficilmente riempie i vuoti dell’anima.

Quali artisti o generi musicali ti hanno influenzato maggiormente nella creazione di questo brano?

Sono un tastierista che ama la new-wave, il synth-pop e la dance e ho come riferimenti artisti come Depeche Mode, Moby, Lady Gaga, The Weeknd e molti altri. Artisti in cui l’elettronica è sempre presente negli arrangiamenti.

Quanto pensi che l’ironia e il sarcasmo siano importanti per trasmettere messaggi sociali attraverso la musica?

Penso che l’ironia e il sarcasmo permettano di trasmettere messaggi anche parecchio profondi, confezionandoli in maniera molto più fruibile per l’ascoltatore,  che molto volte cerca leggerezza, quantomeno nella forma. Lo pongono quindi nella possibilità di riflettere mentre magari… sta ridendo.

Il videoclip di Clienti è pieno di situazioni comiche e surreali. Come è nata l’idea per questo video?

L’idea è nata in un supermercato, dove il video è per la maggior parte ambientato. Volevo anche qui un video che facesse sorridere ma allo stesso tempo mettesse nelle condizioni di riflettere. Riflettere su come oggigiorno la sincerità di molte interazioni sociali sia parecchio alterata dalla necessità o volontà di monetizzare qualsiasi cosa.

Non mostri il tuo volto sui social media. Cosa ti ha portato a prendere questa decisione e come pensi che influenzi il tuo rapporto con i fan?

E’ una scelta decisa tempo fa perché ci tenevo a rimarcare come a mio parere la musica dovesse essere svincolata da qualsiasi considerazione di tipo estetico. Sarà perché da ascoltatore mi è capitato spesso di apprezzare artisti di cui mai avevo visto la faccia, quantomeno inizialmente. Ho però sempre detto a chi apprezza la mia musica che “avrei presentato il mio volto” una volta iniziati i live e ora direi che il momento è praticamente arrivato.

Stai già lavorando a nuovi brani o progetti? Puoi darci qualche anticipazione?

Si, a breve uscirà un nuovo singolo accompagnato dal suo videoclip, ma soprattutto, come dicevo prima, spero al più presto di poter iniziare a presentare e raccontare i miei pezzi dal vivo!

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