Rumor, “Ti ho visto ad alta voce”: recensione e streaming


Ti Ho Visto Ad Alta Voce è il primo disco dei Rumor, uscito per
Junkfish Records con distribuzione Feiyr. I dieci brani contengono testi e musiche originali scritti dalla band, frutto di un'attività compositiva intensa, e sono stati
arrangiati selezionando e costruendo molto attentamente il timbro e le sonorità degli strumenti utilizzati.

Marco Platini ed Elia Anelli, due ragazzi classe 1991 dal Lago Maggiore, suonano insieme dal 2007. Canzoni suppergiù pop in italiano, sul palco stanno messi così: voce/ basso/elettronica + chitarra/elettronica.

Due ep all’attivo (fatti in formazione trio con batteria), Prima autoprodotto del 2010 e Pois per Rtf Records del 2014, il secondo con la produzione artistica di Sergio Quagliarella (Mamud Band, Kabikoff). Il video del primo singolo Iuvullai estratto da Pois va in esclusiva su Rockit e in rotazione su Rock Tv.

Nel 2014 sono i vincitori del Pending Lips Festival, concorso noto della scena milanese.
Concerti su concerti da sempre e soprattutto in Irlanda nel 2014 assieme ai Dem Fools e su e giù per l’Italia con L’Italia a pois tour nel 2015 e con Ci facciamo un giro nel 2016.

Hanno condiviso il palco con artisti come Niccolò Fabi, Marta sui Tubi, Tre Allegri Ragazzi Morti e Cloud Nothing. Con il brano Il grande salto”sono stati finalisti di Sanremo Giovani 2015.

Rumor traccia per traccia

La traccia d'apertura è Carnival, atmosfera complessiva rock ma sonorità a molti strati per lo più elettronici con un sound decisamente attuale. Ciao ego carica anche di più il discorso, adottando una struttura che prevede attacchi ritmici a sorpresa, con qualche inclinazione degna del dancefloor.

Neve ammorbidisce notevolmente i toni, nonché i volumi, consegnando all'ascoltatore anche un lato delicato. Canzone per E. rimane in ambiti ritmici moderati, anche se con qualche deviazione. Le canzoni meno "tirate" danno modo di apprezzare meglio la cura dei dettagli sia sonori sia testuali.

Qualità interpretative vocali un po' più marcate emergono in Paura, forte di immagini significative e di una costruzione sonora intensa, condita da un assolo di chitarra nel finale.

Si torna su atteggiamenti romantici, anche se non esclusivamente morbidi, con Amare, mentre Uomo (parte 1, 2, 3) opta per influenze edm, con variabili sonore colorate benm distribuite.

Uhuh ha passo cadenzato e aperture graduali, su panorami che però sono tutt'altro che tranquilli, anzi ricchi di immagini belliche, anche se soltanto a livello di metafora.

I titoli sui generis proseguono con Mai Iro, basata su vocalità, rimpianti e suoni piuttosto indiavolati. La chiusura è riservata a Incendio, che si allunga su toni piuttosto depressi e un background minimal, scegliendo di lasciare una nota amara nel finale.

Disco di grande consistenza per i Rumor, che come detto approfittano di ogni canzone per guardare con attenzione ai dettagli. Testi di qualità e sonorità contemporanee si amalgamano senza sforzo, per un disco indubbiamente pop ma pensato con intelligenza.

Se ti piacciono i Rumor assaggia anche: Enjoy the Void

Pagina Facebook

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi