Sabrina Napoleone, “Modir Min”: la recensione

Si chiama Modir Min il nuovo album di Sabrina Napoleone, dal titolo della filastrocca tradizionale islandese, che, rivisitata, apre il nuovo album di Sabrina Napoleone. Si tratta di una ninna nanna nera e si traduce con “madre mia”, una locuzione che è al contempo invocazione e imprecazione.

La copertina racconta già qualcosa, mostrandoci una piccola Sabrina in piedi sopra un gigante disteso. L’album contiene anche un omaggio a Luigi Tenco. Non mancano momenti leggeri e autoironici, nonché il coinvolgimento anche giocoso di molti colleghi e colleghe (tra cui Max Manfredi, Cristina Nico, Valentina Amandolese e Serena Abrami).

Sabrina Napoleone traccia per traccia

Si parte da Modir Min, la title track che apre di potenza con un loop di battiti pesanti. La voce di Sabrina risuona poi delle note della filastrocca, con un sapore metallico che rimane in fondo alla gola.

Ecco poi L'Oro, duetto vocale con drumming a loop di stampo marziale, adatto a una canzone che descrive realtà senza speranza, con voci che blaterano di "diritti" e di "stranieri" sullo sfondo. Nel giorno di Natale non suona proprio natalizia, guidata com'è da tamburi risonanti, cantata con voce sommessa e triste. Peraltro la canzone cambia completamente volumi a metà percorso, lasciando spazio a una rabbia molto intensa.

Creatura di rabbia è un rock con risonanze dark wave, in cui la voce mantiene comunque le redini del discorso. Resilienza fa uso di uno degli anglicismi più di moda dell'ultimo periodo per un brano cupo e profondo, ricco di ricordi e di crescita emotiva.

Elective Test, con Isolaris, inserisce un che di robotico e qualche sprazzo elettronico in una canzone inquieta e inquietante. Si parla di musica (e di karaoke, ma forse il riferimento è a qualche show musicale televisivo, chissà) in Il business dei primati, cantata a più voci con il risultato di ottenere una canzone rock particolarmente acida.

La ballata della moda è un pezzo ironico di stampo antico, cover di un pezzo non celeberrimo di Luigi Tenco. Si chiude con Solo spazio, accompagnata da sonorità tra l'ambient e il noise, ora minimali ora più voluminose, per un finale minaccioso del disco.

La forza è il concetto che sale alla mente per primo quando si pensa alle canzoni di Sabrina Napoleone. E questo disco conferma il concetto e gli dona ulteriore vigore, per mezzo di canzoni intense, vibranti e molto potenti.

Se ti piace Sabrina Napoleone assaggia anche: Serena Abrami

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