Scaramuzza, “Misericordia”: la recensione

Esce oggi Misericordia, il nuovo ep di Marco Scaramazza, cantautore veneziano classe 1992. Cresciuto nel modo teatrale e ascoltando il cantautorato italiano, un po’ per gioco nel 2017 prende in mano la chitarra e scrive di getto una canzone, battezzata tra le onde del mare durante una navigazione sulla barca dell’amico Aldino, che ricorda con affetto; grazie a lui forse per la prima volta, davvero, ha saggiato che cos’è il mare.

Da quel momento Marco non smette più di scrivere: dopo aver velocemente portato a termine la laurea in economia, con la chitarra sotto braccio e lo zaino in spalla parte per la Colombia. Sono mesi duri e bellissimi: vede il deserto, la povertà, le danze popolari, e tutto questo lo traduce nelle sue canzoni con narrazioni che portano gli ascoltatori in un immaginario onirico e lontano. Al terzo mese prende una decisione, l’obiettivo gli è chiaro: fare ritorno in Italia per acquisire tutta la tecnica necessaria a produrre il suo primo progetto musicale.

Così nasce Gli Invisibili per poter parlare a tutte quelle persone nascoste che si sentono a volte trasparenti, inadeguate, che vorrebbero stravolgere la loro vita ma non riescono a trovare la forza dentro di sé per farlo.  L’ep viene pubblicato a partire da giugno 2021 e vuole essere libero, genuino, a volte duro e sporco, un dialogo tra amici, un abbraccio di comprensione, per incitare ad aver il coraggio di non giudicarsi e di accettarsi con le proprie forze e le proprie debolezze.

Nel 2022 Scaramazza inizia a lavorare alla produzione del suo primo disco, Misericordia, in collaborazione con il producer Novecento con l’dea di cercare per la prima volta il vestito sonoro dei propri brani. All’interno del disco si fondono sonorità elettroniche e acustiche, lasciando comunque in primo piano il testo e la voce che è la connessione tra tutti e sei i brani.

Scaramuzza traccia per traccia

Si parla de Gli angeli nel primo brano dell’ep, con la voce che si fa sentire per prima e in isolamento, facendosi poi accompagnare dalla chitarra classica poco dopo. Il pezzo si sviluppa, con delicatezza, in ampiezza, allargandosi piano piano e raccontando a macchia d’olio.

C’è un’allure da chansonnier nel cantare La Luna, benché la chitarra suoni quasi folk. “Naviganti senza rotta/uccelli senza meta” e altre metafore si affollano, con il satellite in cielo che regala qualche speranza e molta passione.

Una Lettera che non sarà mai letta è la protagonista del brano successivo, accorato ma quasi danzante. I pensieri di un condannato si propagano in modo agile e leggero.

Allergie ai gatti, storie di vizi e un ritmo tranquillo per Reset, un tentativo di ripartenza ragionato e quasi giocoso. Si cerca un modo per evitare il dolore in Sono fatto così, più accorata delle precedenti.

Vagabondo chiude dedicando la propria attenzione agli ultimi, a quelli che usualmente evitiamo di guardare, quando li incontriamo per strada. Una chiusura di disco che è anche una conferma di sensibilità.

Scaramuzza mette sul piatto sei brani intelligenti e molto curati, confermando un talento di scrittura che va tenuto sotto osservazione perché già ora regala notevoli soddisfazioni, e ulteriori ne potrà regalare andando avanti.

Genere musicale: cantautore

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