Serena Abrami, “Di imperfezione”: la recensione

serena abramiSerena Abrami pubblica Di Imperfezione, nuovo album di inediti, cinque anni dopo l’esordio. In questi cinque anni la Abrami ha interpretato brani scritti per lei da Ivano Fossati e da Niccolò Fabi, ha collaborato con Max Gazzè e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione nel brano “Ottobre”. Rocco Papaleo ha diretto il suo primo videoclip (Lontano da tutto) con la partecipazione dell’attore Paolo Briguglia.

Serena Abrami traccia per traccia

Il disco si apre con il pianoforte e con Di imperfezione, title track impregnata di tristezza che somiglia a una dichiarazione d’intenti. Presto il pianoforte lascia spazio alla chitarra e a un ritmo sostanzialmente reggae, cambiando marcia al pezzo. Benedicite mescola con fluidità pop, istinti indie e qualche influsso spirituale, usato più che altro a livello metaforico.

Qualche traccia oscura si manifesta nella seguente Forse è culturale, che aggiunge qualche ricamo elettrico-elettronico a una struttura che ricorda la new wave. Profili maggiormente pop in Pioggia sul reduce, che tende a mettere in maggiore evidenza la voce.

Invisibile propone una tessitura piuttosto accurata, attenta ai particolari. Diva sola si anima con altre sonorità pop, forse leggermente nostalgiche degli anni Ottanta. Modi molto più morbidi quelli de Il lago, che si affida a panorami malinconici e ritmi placidi. C’è poi Credo, scelta anche come singolo, e si capisce anche perché, visto che struttura e sonorità scelte sembrano fatte apposta per convincere anche un pubblico mainstream.

Chiudi gli occhi, scritta insieme a Nrec, si presenta come una sorta di ninna nanna, ma in realtà ha un testo imbevuto di attualità (e di ignoranza volontaria della realtà circostante), per quello che forse è il brano più significativo del disco. Si torna a idee melodiche, con qualche inserimento della chitarra elettrica, in 1993, mentre Via di casa, che chiude l’album, si rivela molto animata e colorata.

Un buon prodotto pop, quello di Serena Abrami, che conferma buone doti vocali e di scrittura, scegliendo comunque la qualità e suoni per lo più contemporanei (con qualche eccezione qui e là).

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