Stain, “Kindergarten”: La recensione del nuovo album

Kindergarten è il nuovo ep degli Stain, in uscita oggi 12 novembre 2021 e distribuito da Audioglobe/The Orchard. Il titolo dell’ep fa riferimento all’atteggiamento compositivo e relazionale che li ha caratterizzati nel processo creativo, e anche all’asilo degli anni ’30 in cui il lavoro è stato registrato.

L’asilo non è soltanto il luogo in cui il progetto ha preso vita, ma rappresenta anche il cambiamento che inconsapevolmente la band ha vissuto, convivendo per due mesi all’interno delle mura della struttura. È l’attitudine giocosa e quasi infantile che emerge ascoltando Kindergarten, infatti, l’obiettivo è stato il voler dar voce all’istinto, ‘giocando’ con gli strumenti.

Stain traccia per traccia

La partenza è su Clay, un’argilla che si plasma battuta dopo battuta: gli ambienti sonori sono quelli che stanno tra il metal e l’emo, ma le situazioni si prestano a una fluidità che porta anche in altre direzioni, talvolta prog/math, talvolta new wave.

Swingin’ till Boom si immerge in sensazioni liquide fin dall’inizio, poi l’atmosfera cambia e si fa più fitta e serrata. Alti e bassi sonori si alternano, offrendo all’ascoltatore scenari diversi da esplorare.

Ecco poi Merry Go Round, che non è necessariamente così merry e che di nuovo vive fasi diverse, compresi alcuni imbozzolamenti sonori e momenti di intimismo profondo.

Pisolino strumentale di circa un minuto e mezzo con Nap, poi si riparte da Thanks Mama, ringraziamento particolarmente rumoroso con altri contrasti: qui la voce rimane tranquilla e quasi asettica, mentre gli strumenti intorno impazziscono.

Si chiude con Erik Woodman, scelta come singolo probabilmente in virtù di una certa spinta muscolare, inscritta però in un tracciato corale e vasto, variegato e influenzato da idee internazionali ma non solo. Il coro fa un lavoro notevole, mettendosi su toni ora lirici, ora angelici, e sollevando il brano verso l’alto.

Ottimo lavoro, quello pubblicato dagli Stain. Potenza e sottigliezza convivono in sei brani pensati con attenzione e realizzati con altrettanta cura: entrare in questo asilo è istruttivo e appagante, anche se può portare a piccole sorprese, come del resto la copertina, una sorta di Hieronymus Bosch contemporaneo, pare suggerire.

Genere musicale: rock alternativo

Se ti piacciono gli Stain ascolta anche: Campos

Pagina Facebook Stain
Pagina Instagram Stain