Thera, l’intervista: questa nuova fase è molto più sicura e consapevole

Thera, l’intervista: questa nuova fase è molto più sicura e consapevole

Con Heartless Romance, disponibile dal 18 settembre, Thera apre un nuovo capitolo del proprio percorso musicale. La cantautrice ceca, già protagonista del tour europeo di Jason Derulo e degli show con Loreen, arriva a questo nuovo singolo dopo un periodo particolarmente intenso sul piano live, documentato anche dall’ep everywhere, all at once. Il brano, scritto insieme al produttore Jakke Erixson, segna un’evoluzione verso un pop più fisico, oscuro e orientato al dancefloor, senza però abbandonare quella dimensione emotiva e vulnerabile che aveva caratterizzato il suo esordio.

Heartless Romance è infatti il primo assaggio del secondo album di Thera, un progetto che sta prendendo forma attorno all’incontro tra dance e sad pop. Al centro del singolo c’è una relazione sospesa tra desiderio e impegno, quella zona ambigua in cui due persone continuano a cercarsi pur sapendo che forse non vogliono davvero scegliersi. Ma, come racconta in questa intervista, la nuova sicurezza non nasce dal desiderio di cancellare la vulnerabilità del passato: è piuttosto il risultato di una maggiore consapevolezza di sé e dell’artista che vuole diventare.

Con Heartless Romance sembri trasformare la vulnerabilità che caratterizzava i tuoi primi brani in qualcosa di molto più fisico e sicuro di sé. È stato naturale per te arrivare a questa nuova dimensione o hai dovuto cambiare anche il tuo modo di scrivere?

Il mio modo di scrivere canzoni non è cambiato molto, ma ovviamente è cresciuto insieme a me, anche perché non ho più 12 anni, come quando ho scritto alcuni dei miei primi brani. Quando ho iniziato a pubblicare musica, e persino quando ho iniziato a scriverla, era più che altro un progetto personale e non avrei mai immaginato che mi avrebbe portato fin qui.

Dopo aver vissuto così tante esperienze incredibili e aver imparato a conoscere chi sono come Thera, sento che questa nuova fase è molto più sicura e consapevole, perché oggi lo sono davvero. Ho capito chi voglio essere come artista e cosa voglio raccontare al mondo.

Il brano parla di una relazione in cui il desiderio è molto forte, ma dall’altra parte manca la volontà di fare una scelta vera. Ti interessava raccontare soprattutto la contraddizione di questa situazione o anche il momento in cui inizi a riconoscerne i meccanismi?

Ho scritto “Heartless Romance” pensando a quelle situazioni in cui si è più che amici, ma meno che amanti. Sai che non è la cosa giusta, ma la chimica tra voi continua a riportarvi l’uno verso l’altra e, in fondo, non vuoi davvero rinunciarci. Non volevo nemmeno che la canzone avesse una connotazione negativa, perché penso che alcune di queste situazioni possano essere anche divertenti e non debbano necessariamente finire in un disastro. Per questo il brano racconta le montagne russe emotive di una situazione del genere, ma anche il piacere di viverla finché dura.

Hai lavorato al singolo insieme a Jakke Erixson, con un background produttivo molto legato al pop internazionale. Che cosa è successo alla tua idea iniziale del brano quando è entrato nel processo creativo un produttore con un’esperienza così diversa dalla tua?

In realtà abbiamo realizzato la canzone mentre stavamo lavorando al nuovo album. Il giorno in cui abbiamo scritto “Heartless Romance” non sapevo che sarebbe nata proprio quella canzone. Siamo entrati in studio, ci siamo seduti e abbiamo deciso di voler scrivere qualcosa di divertente e più orientato alla dance. Ed è quello che abbiamo fatto (ride). Lavorare con Jakke, però, è stato fantastico. Mi ha spinto molto a mettermi in gioco come artista, soprattutto dal punto di vista vocale, e adoro collaborare con lui.

Dopo un tour nelle arene come opening act di Jason Derulo e le esperienze dal vivo con artisti internazionali, quanto ha influenzato il palco il modo in cui stai costruendo il tuo secondo album?

Il tour ha sempre influenzato il mio modo di essere artista e anche la direzione verso cui vorrei andare. Essere su un palco così grande, davanti a così tante persone, mi spinge davvero, sia mentalmente che fisicamente, a dare il meglio di me. Non direi che abbia necessariamente plasmato il sound del prossimo album, ma sicuramente mi ha spinta a superare i miei limiti e a crescere come artista, e penso che questo si possa sentire nei brani.

Descrivi questa nuova fase come un incontro tra dance e sad pop. Sono due dimensioni apparentemente opposte: da una parte il movimento e l’energia, dall’altra emozioni più malinconiche. È proprio questa tensione che vuoi mettere al centro della tua nuova identità artistica?

Dato che scrivo canzoni molto aperte e vulnerabili, volevo rimanere fedele a me stessa anche in questa nuova fase e continuare a fare musica come ho sempre fatto: semplicemente raccontando la mia vita e le esperienze che ho vissuto. E penso che tutti noi abbiamo momenti in cui abbiamo voglia di alzarci e ballare, così come momenti in cui sentiamo l’esatto opposto. È proprio questa tensione, o quasi questo equilibrio tra le nostre emozioni, a definire questa nuova fase, ma anche a rendere le canzoni così autentiche.

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