Tōru: onde che giungono all’ascoltatore con delicatezza

Tōru ha pubblicato di recente Conchiglia, il nuovo singolo che preannuncia un lavoro di maggiore respiro in arrivo nel 2024. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Ciao Tōru, hai iniziato la tua carriera musicale con i Fiori di Hiroshima e hai condiviso il palco con artisti noti. Cosa hai imparato da questa esperienza e come ha influenzato la tua decisione di intraprendere un nuovo progetto come Tōru?

Quella con la band precedente è stata un’esperienza importante per vari motivi. Sicuramente per sperimentare e sbagliare molte, moltissime cose. Poi, come spesso succede nella vita, sono cambiate alcune dinamiche e inevitabilmente la band si è sciolta. Questo progetto era l’evoluzione naturale del mio percorso, ma sono tuttora in crescita e in continuo apprendimento.

Hai dichiarato che non definiresti Conchiglia un singolo tradizionale, ma una canzone particolare nata da una poesia. Puoi approfondire il processo creativo di trasformare questa poesia in musica e come hai cercato di preservare il significato originale?

Il significato originale non è stato minimamente intaccato, il lavoro è stato soltanto sulle metriche per cercare di rendere il tutto più musicale possibile. Ho aggiunto e tagliato qualche parola, ma ammetto che è stato un lavoro minimo. Il risultato finale è rimasto molto simile a quello di partenza.

Nel parlare di Conchiglia hai sottolineato l’importanza dell’incontro e della conoscenza reciproca. Come hai cercato di tradurre questi concetti nelle atmosfere oniriche e introspettive della canzone? Quali elementi musicali o testuali hai utilizzato per creare quel climax intimo ed emotivo?

A livello sonoro era importante che i vari elementi si fondessero bene gli uni con gli altri. In questo senso, le atmosfere create con i sintetizzatori dovevano evitare di essere eccessivamente invasive, ma sembrare onde che potessero giungere all’ascoltatore con
delicatezza, per poi avvolgerlo nel momento in cui avviene il cambio di dinamica finale.

Va dato il giusto riconoscimento per questo sia a Nicola Baronti, il quale ha registrato interamente la parte di pianoforte, sia ad Andrea Ciacchini, che si è occupato di mixare il tutto e dare un suono particolarmente ambient al brano. La programmazione delle batterie elettroniche finali è invece stata fatta da Giovanni Ranuzzi, batterista con il quale collaboro oramai da anni.

Il tuo singolo più recente, Una Giornata Particolare / Zabriskie Point è stato presentato con un concerto speciale in formazione semi-orchestrale. Come hai sviluppato questa nuova sonorità e in che modo questa evoluzione si collega al tuo percorso musicale finora?

Sono sempre stato affascinato dall’approccio orchestrale, forse perché cresciuto con artisti come Morricone e Battiato. Era importante dunque che questo doppio singolo, avendo una radice cinematografica, assumesse delle sonorità più evocative. In questo senso, io e Andrea Ciacchini abbiamo pensato degli arrangiamenti che potessero essere adatti all’intento iniziale e che , soprattutto, fossero funzionali anche per una registrazione live in presa diretta. Devo ammettere che sono molto felice del risultato ma , al momento, si tratta di un caso del tutto isolato. Il prossimo disco avrà anch’esso una matrice orchestrale, ma di tutt’altro stampo.

La data di uscita di Conchiglia è il 27 ottobre. Questa canzone preannuncia un progetto più ampio, come un nuovo album? Hai intenzione di condividere ulteriori dettagli sul tuo lavoro futuro e su come Conchiglia si inserisce in questo contesto?

Si, Conchiglia è a tutti gli effetti un biglietto da visita del nuovo album che uscirà in primavera. Spero di suonare e portarlo in giro nella modalità che vorrei, sicuramente ci sarà molto lavoro da fare per preparare il tutto. Ma mi ritengo fortunato perché ho delle persone intorno con le quali interfacciarmi e senza cui probabilmente non riuscirei a fare tutto questo. Prima su tutte Leonardo Bernini, fondatore di Pulp Dischi, una persona splendida che mi ha aiutato e sopportato sin dall’inizio di questo progetto.

Hai un sogno per il futuro? Ma un sogno grande

Che il capitalismo finalmente crolli e la si finisca una volta per tutte di vivere come dei folli.

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