Wabeesabee, “Isole”: la recensione

Si intitola Isole il nuovo album dei Wabeesabee: Andrea (batteria e cori) e Saverio (chitarre, tastiere e voce) si conoscono da parecchi anni e insieme hanno condiviso la passione per la musica con diversi progetti, stabiliti però solo con quest’ultimo.

Il nome nasce da “Wabi-sabi” (侘寂), visione del mondo fondata sull’accoglimento della transitorietà delle cose. Partendo da questa prospettiva, il duo vuole comunicare le esigenze personali sotto il comune tetto della black music, caratterizzata da sonorità R&B e influenze gospel, celebrando l’intimità che porta al confronto con sé stessi.

Isole” è il nostro secondo lavoro; un concept LP fondato su una storia: il viaggio di un* ragazz* alla ricerca dell’identità, di un posto nel mondo; è un’odissea di 10 tracce dove il viaggio parte dalla volontà di isolarsi dai grandi cercando un proprio luogo dove rifugiarsi “finendo” poi con il conseguimento del proprio sé. Ciò che ti rifugia alla fine ti isola e non vi è abbastanza conoscenza per formare un proprio sé da soli, ma con l’aiuto di comunità aperte alla condivisione delle proprie istanze, allora si può trovare un proprio posto, che è inevitabilmente insieme agli altri; proprio per nostra natura. Verso il finale del disco si avverte l’urgenza di aiutare persone nel trovare la propria identità sapendo le difficoltà biologiche e sociali a cui una persona fin da adolescente va incontro. Crediamo molto in questi temi e vogliamo che la musica torni a prendersi un posto nell’opinione pubblica che possa fornire anche un aiuto

Wabeesabee traccia per traccia

Con un fascino vintage r&b, con qualche riferimento ai 70s e al mondo soul-gospel, Che cosa ascolti? ci prende per mano, ci porta al centro della pista e ci fa ballare lentamente.

Chitarra e sensazioni funk su una linea di basso particolarmente mobile accolgono tra le note di Bruciasse davvero. Il basso è invece decisamente scatenato quando si approda in Mediterraneo, che svolta verso sensazioni jazz sciolte e rapidissime.

Effetto Mandela recupera in termini di calma e di groove, parlando di isole deserte e colorandosi di sensazioni funk e disco. Si va decisamente verso toni più intimi e notturni con Bordi, che marcia piano trasmettendo sensazioni molto profonde.

La fretta di crescere è al centro del discorso di Tutto Aldilà, che vede la partecipazione di FOGG, per un brano che sfrutta il proprio movimento continuo ma morbido.

Caratteristiche di canzone antica (sarà l’uso del passato remoto) quelle che si espongono in Facile così, lenta e avvolgente. Una ricerca del cielo che ha caratteristiche mitologiche e che si sviluppa con calma. A chiudere ecco i battiti de La Città, che esplora il tessuto urbano con qualche suono acido e sensazioni black sempre più profonde.

Lavoro molto coerente e ben fatto quello dei Wabeesabee, omogeneo nella ricerca del sound e originale in alcune proposte. Le Isole del duo permettono una navigazione molto fluida e ricca di scoperte molto interessanti.

Genere musicale: soul, r&b

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