Wepro, “Molto piano”: la recensione

Wepro, “Molto piano”: la recensione
🎧 Ascolta l’articolo

Mai stati particolarmente tifosi di riletture e autocover. Siamo molto affamati di materiale inedito e di conseguenza una mano di vernice su un brano vecchio non ci entusiasma. Ma qui dovremmo essere di fronte a qualcosa di un po’ più radicale: Wepro presenta Molto piano, il nuovo album acustico in uscita per Daylite Records, che rilegge alcuni dei brani più significativi del suo repertorio, dando loro una nuova identità attraverso un approccio essenziale, intimo e autentico.

Il progetto nasce dal desiderio di rallentare, allontanarsi dalle sonorità che hanno caratterizzato il suo percorso e riscoprire le canzoni da una prospettiva diversa. Un processo di rilettura che non si limita a spogliare i brani degli arrangiamenti originali, ma ne esplora le sfumature emotive e narrative, portando in primo piano la voce e le parole. Profondamente legato alle proprie radici rock, Wepro si muove qui verso una dimensione più acustica, dando vita ad arrangiamenti interamente suonati e curati da lui. Le chitarre, costruite anche intorno ad accordature personali sviluppate nel tempo, diventano il fulcro di una ricerca sonora che privilegia la libertà espressiva e il rapporto diretto con la musica.

Perché “Molto piano”? Perché sento che è arrivato il momento di rallentare, soprattutto emotivamente. Di prendersela con calma, di accettare e accettarsi. Vengo dal rock, che amerò per sempre, ma sento che, piano piano, il mio cuore mi sta portando altrove. Sono sempre stata una persona molto eclettica e sento di voler esplorare altri suoni, altri modi di raccontare le stesse emozioni. Era da tempo che volevo realizzare un album in cui riprendere alcune delle mie canzoni e trasformarle completamente: versioni acustiche, nuovi arrangiamenti, quasi fossero brani appena scritti. Volevo mettere al centro i testi, la voce e il mio modo di suonare la chitarra. Quindi eccoci qua: io, la mia chitarra, le mie accordature e il mio soggiorno.
Volevo che tutto il disco conservasse quel sapore domestico e autentico. Se prestate attenzione, qua e là potrete persino sentire i rumori dell’appartamento. Ed è giusto così

Wepro traccia per traccia

Si parte molto sul romantico, con Il tuo bacio, che si adatta particolarmente bene alla propria veste acustica, mettendo in evidenza tutti gli spunti di pop romantico che porta con sé. Molto più movimentata Tu mi fai Wao, che accelera e che mette lì un tracciato acustico dal respiro più rapido.

Il senso delle piccole cose che sono grandi acquista una certa inquietudine di fondo, cesellata bene nei dettagli. “Scrivo una canzone per nascondere i tuoi danni”: si parla di brividi mentre la canzone si inoltra in certe oscurità.

Aria un po’ più serena con Dram!, che narra di una storia a base di comprensione e di molto sentimento. Faccia urban e buio nelle vene per Come nel giorno in cui, che parla un po’ come si fa nei social, con un po’ di gergo e qualche reference pop. Il brano assume aspetti carnali senza rinunciare alla patina di oscurità.

Piuttosto serrato il fraseggio di Come mi vuoi, che parte dal basso e poi alza la voce, con qualche propensione r&b e quasi funk. Si fa narrativa La vedo nera, che parla di Arnaldo e delle sue Camel Light. Il brano è incisivo e racconta di una gioventù inquieta che, oltre tutto, sta anche passando.

Colori molto scuri anche con Blu Cristallo, molto minimale per quanto riguarda i suoni, in modo da mettere in evidenza voce e interpretazione. Insiste su una certa asprezza Ti ho detto di amo ma non lo pensavo, che convoglia una certa quantità di dolore nel brano.

Perdere così torna a toni molto più intimi, parlando di rovine e di speranze. L’umore tracima anche su Ti vorrei forever, che chiude il disco in modo molto malinconico.

Scrive bene e canta anche meglio Wepro e la scelta acustica sottolinea anche in maniera più convinta queste peculiarità. Le canzoni reggono bene anche spogliate di qualche orpello elettrico. Quelle che riescono meglio sono anche quelle più scure, quelle un filo meno pop, quelle che si avvicinano a una zona black che l’artista, anche per il suo percorso musicale internazionale, riesce a interpretare al meglio.

Chi è Wepro

Wepro, Marco Castelluzzo, serpeggia tra i generi musicali con una predilezione per il rock e l’elettronica. Il suo stile fonde strumenti registrati in presa diretta e sonorità digitali, dando vita a un sound naturale e autentico. Ha collaborato con eventi musicali e reti televisive italiane come Sanremo, Mediaset, RealTime e Disney, lavorando con musicisti e produttori di fama internazionale come Phil Palmer, Phil Spalding e Fabrizio Ferraguzzo.

Prima di dare vita al progetto Wepro, Marco ha intrapreso un percorso artistico fin da giovanissimo. Nel 2011 è stato scelto per cantare la colonna sonora del film Disney Rapunzel. Nel 2014 ha frequentato il Berklee College of Music di Boston grazie a una borsa di studio e, nel 2015, ha avviato il suo progetto solista, pubblicando gli ep autoprodotti The White EP e The Black EP.

Durante il soggiorno negli Stati Uniti si è esibito in numerosi club e in uno showcase della Columbia Records a New York.
Tornato in Italia nel 2016, lavorando come cantautore per RealTime e Mediaset e contribuendo alle colonne sonore di serie TV come Love Dilemma e L’isola di Pietro. Nel 2018 ha partecipato a Sanremo Giovani. Nel 2019 ha pubblicato l’ep The Story Of A Modern Drama e, nel 2021, Blu Cristallo, un punto di svolta a livello sonoro e testuale.

Il 2022 lo vede vincere Puglia Sound Records e, nel 2023, si esibisce al Concertone del Primo Maggio a Roma e apre i concerti di Tom Morello e The Cult al Medimex. Il 26 maggio dello stesso anno pubblica il suo album d’esordio, Wepro. Dopo due anni di lavoro, il 12 dicembre 2025 pubblica il suo secondo album, Music for Rapine. Nel 2026 firma con Daylite Records, torna sul palco del Primo Maggio di Roma e annuncia un nuovo album acustico, anticipato dal singolo Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo, in una versione acustica intensa e vulnerabile. Nell’estate 2026 porta il Music for Rapine Summer Tour in tutta Italia, alternando concerti elettrici e appuntamenti acustici in festival e rassegne.