wLOG è il più atipico dei cantautori. Dietro questo nome un po’ complicato da scrivere, ma davvero facile da pronunciare c’è uno tra i più schivi personaggi della scena indie italiana, che ha mollato la caotica Milano per il suo studio in montagna, nel Parco Orobico in Val Seriana. I suoi brani, tra itpop, dance ed elettronica, un po’ punk e un po’ prog, sono malinconici, autobiografici, la maggior parte delle volte piuttosto tristi sui quali è impossibili stare fermi.

Quando può, wLOG “ruba” un tram a Milano, e lo riempie di gente scatenando una vera e propria festa itinerante dove si suona, si balla e si beve, un mondo sospeso che, non appena si scende dal tram, scompare alle nostre spalle. Ed è successo già tre volte: una vera e propria festa con il nome di Partyamo.

L’abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, KillerOne, prodotto da AVZ studios, masterizzato da EMYK e distribuito da Artist First.

Tre parole per descrivere “KillerOne”

Megalomane, inquietante e fragile.

Hai un aneddoto divertente legato alla vita in studio?

Ne ho tanti. Anche censurabili. Mi viene in mente proprio per il video di KillerOne le cavolate che ho sparato nel girare la mia piccola parte del giornalista. Un pazzo! Abbiamo tenuto  il video… magari un giorno.

La quarantena ha influito sulla tua scrittura?

Sicuramente sì. In qualche modo questo periodo ci ha toccati. Anche indirettamente, ma lo ha fatto.

Collaborazione dei sogni?

Feat con Calcutta prodotto da Contessa.

Ora cosa possiamo aspettarci da wLOG?

Effetti speciali nei live. E brani nuovi sempre più peculiari ed emozionanti.

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