Zabriski: l’intervista #cinqueminuticon

Di Chiara Orsetti

Lorenzo Valè, in arte Zabriski, è un cantautore vicentino classe 1993. Suona dal 2006, e dopo diverse esperienze è approdato a laCantina Records, con cui ha registrato due ep e alcuni singoli, fino ad arrivare al primo album, Zabriscoteque, pubblicato lo scorso 7 marzo.

Il tuo album d’esordio si chiama Zabriscoteque, ci racconti come è nato questo progetto?

Il progetto nasce assieme a laCantina Records (Giacomo Capraro, Massimo Manticò), la produzione con cui lavoro da qualche anno. Siamo arrivati a questo disco abbinando idee, versi di testi scritti per altri pezzi, giri rivisitati in altri contesti, insomma un grande insieme di cose che ha portato a un ordine finale con il nome di Zabriscoteque. Un bellissimo contributo è stato dato da Andrea Zagon, musicista e amico di grande talento. Più teste si sono unite per questo risultato ed è come lo volevo dall'inizio, sono molto contento di questo.

Prima della pubblicazione del disco hai fatto una lunga serie di esperienze: due ep e tante esibizioni live che hanno contribuito a farti conoscere, nella zona di Vicenza e non solo. Com’è la scena musicale nella tua zona?

La musica a Vicenza, a mio parere, ha conosciuto periodi diversi, sia positivi sia meno positivi. Sicuramente la diminuzione di club in cui poter suonare dal vivo è un problema (che accomuna tutto il Paese, sia chiaro), ma è una città che vive molto d'estate con dei festival davvero interessanti e persone molto ben disposte nei confronti della musica di qualità. Viviamo di chi ha ancora il coraggio (e la follia) di fare musica in piccoli locali. Io sono molto positivo, c'è tanta voglia di suonare e le vibrazioni sono quelle giuste.

C'è solo bisogno di una coscienza collettiva nella scena musicale. Non dobbiamo aver paura di pretendere ciò che meritiamo, anche a costo di perdere qualche data.

Parliamo un po’ di riferimenti: ci sono artisti che hanno contribuito a dare forma al tuo percorso artistico?

Parlo per questo periodo, altrimenti la lista sarebbe decisamente troppo lunga. Il nuovo movimento psych che sta emergendo da qualche anno è validissimo. Facendo qualche nome direi Kevin Morby e Michael Kiwanuka per l'estero e band come WOW! e Colombre in Italia. Sono convinto che il fenomeno IT-Pop più recente abbia fatto bene al nostro Paese, c'è stato un risveglio verso una musica più sincera e sfacciata.

Definisci il tuo stile groove pop, anche se credo sia difficile etichettarti in un unico genere musicale. Alcuni brani hanno una vena malinconica di fondo che potrebbero anche rivelare un animo cantautorale…

Certamente. Alla base di Zabriski c'è il cantautorato e l'idea del folksinger. I groove di questo disco sono una sfaccettatura momentanea che mi sento molto bene addosso. Per il prossimo disco chi lo sa, magari sarà tutto diverso, nuovo. Speriamo!

Di solito chiediamo una playlist agli artisti che intervistiamo per questa rubrica… Vuoi regalarci qualche brano che per te è stato importante e che consigli di ascoltare in questi giorni di quarantena?

Colombre - Mille E Una Notte
Vigo - Hotel Marina
Kevin Morby - Seven Devils
C'mon Tigre - Underground Lovers
The Mills - Eyes
La Fortuna - Bounded
Dr. Dog - Hang On
Cristiano - Cristianesimo
WOW! - Occhi Di Serpente
Teo Wise - Divano
Michael Kiwanuka - I've Been Dazed
Franek Windy - Dimmi di Sì
Brendan Benson - Good To Be Alive
Tutti Fenomeni - Trauermarsch

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