Human Mosaic è l’ultimo disco del progetto Elimi in uscita con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, per l’etichetta Emme Record Label. I temi principali dell’opera sono libertà, crescita, connessione, ribellione e denuncia sociale. Il messaggio centrale è che l’essere umano è molteplice: non possiede un’identità unica e fissa, ma è composto da tante sfumature diverse che convivono e si influenzano tra loro.
Il sound di Human Mosaic unisce influenze moderne e classiche, fondendo jazz, soul, afrobeats e rock in un linguaggio fluido e contemporaneo. Questa fusione di generi non è solo una scelta estetica, ma parte integrante del concept: la diversità musicale riflette proprio la complessità dell’essere umano.
Il groove è il centro espressivo del progetto: dà identità al suono e guida i diversi mondi dell’album, trasformando ogni brano in un’esperienza viva e coinvolgente. I testi parlano di relazioni, conflitti, società e ricerca di sé, toccando corde profonde come l’amore, la crescita e il bisogno di legami.
Elimi traccia per traccia
Il disco è listato sotto jazz ma fin dalle prime battute di Everybody si capisce che il genere va inteso in modo estensivo: i suoni oscillano tra swing e tropicalia, mentre la voce riorienta il tutto in sensi r&b. Il brano sfocia in una sorta di danza scatenata e con pochissimi freni.
Giro di basso molto notturno per Get Lost, che cambia radicalmente umore rispetto al brano precedente. Le profondità notturne si trasformano e riemergono gradualmente alla luce, con il sax che disegna linee difficili da afferrare.
Una certa dose di astio caratterizza soprattutto il cantato, ma non solo, in What Kind of F**k: i ritmi sono morbidi e l’atmosfera quasi urban, ma sono ancora una volta i fiati e il basso a dettare la linea, almeno fino all’ingresso della chitarra elettrica.
Si passa all’italiano con Connessi, che si muove in modo sinuoso parlando di distanze, di mondi virtuali e ovviamente di connessioni, dando il via a una coda piuttosto prolungata.
Si ritorna subito all’inglese con No More War, introdotta da un’apertura orchestrale molto melodica e quasi cinematografica, caratteristiche che permangono in tutto il brano, che adotta modalità piuttosto vintage. Salvo poi farsi molto più aggressiva ed elettrica, sostanzialmente rock, cambiando pelle in corsa.
Rallenta ritmi e battiti Growing Together, ballad molto intima che prende accenti quasi da anthem da stadio (americano). Ritorna a ritmi decisamente più jazz Every Corner (remake), rapida e abbastanza giocosa.
Bel lavoro, molto moderno e molto plastico, quello degli Elimi: le contaminazioni regalano vita a un progetto eclettico e molto ben suonato.

