Dopo l’uscita del singolo Riabilitazione, esce il nuovo album de Il riposo del furgone bianco, pubblicato da Karma Field Records e disponibile in formato digitale e musicassetta.
In allegato trovate il comunicato stampa completo e la cartella Google Drive contenente l’ascolto integrale del disco e il materiale promozionale.
“Il riposo del furgone bianco” nasce da una frattura reale e si trasforma in un attraversamento sonoro fatto di recupero, immobilità, rabbia, lucidità e trasformazione. Otto tracce che attraversano elettronica, hardcore, noise e cantautorato mantenendo una forte identità personale e indipendente.
Registrato presso Casereccia Recs Home Studio (Silea, TV), mixato e masterizzato da Tommaso Mantelli al Lesder Studio, il disco racconta una condizione più che una storia: quella di chi è costretto a fermarsi e, proprio per questo, a guardarsi dentro.
Il riposo del furgone bianco traccia per traccia
Un sussurro continuo, quello che si insinua in Introverto, mormorio iniziale del disco, che narra situazioni quotidiane ma guardandole attraverso lenti sonore fortemente distorte, tra noise, elettronica e industrial.
Ci si muove invece in ambienti molto più vicini al metal/hardcore e a tutti i suoi sottogeneri con Riabilitazione, presentato come singolo prima dell’uscita dell’album e caratterizzato da una riflessione, estrema e gridata, sul tempo che scorre.
Si cambia ulteriormente scenario con Timbratore, tra spoken words e desert rock, ancora a parlare del tempo, con ulteriori espressioni violentissime e improvvise. Diverse tipologie di fame caratterizzano Scacco, urlo rabbioso che sfoga la rabbia prima di immergersi in voci serpeggianti e deviazioni di pensiero.
Ma si scivola rapidi verso Svegliarsi tardi, che martella tanto quanto, per raccontare routine ossessive e ottundenti. Storie di provincia e una certa ironia feroce per Enogastronomia unica via, a raccontare strombazzando le prospettive ristrette della gran parte della popolazione.
A chiudere, ecco VSF, lungo finale che arriva piano e racconta di un “Vivere Senza Fretta”, celebrato fischiettando e poi seguendo idee ambient, field recordings, sensazioni liminali che si fanno sempre più presenti e incombenti.
Lavoro fortemente alternativo ma anche fortemente motivato quello de Il riposo del furgone bianco, che consolida in soli diciotto minuti una proposta che salta da un genere all’altro senza farsi problemi, utilizzando modalità ed emozioni diverse per una proposta che alla fine risulta molto coerente e compatta.

