Mille @ Lilith Festival: il report

Mille @ Lilith Festival 2026

Villa Durazzo Bombrini è pronta per accogliere la prima serata del Lilith Festival, la manifestazione genovese che da quindici anni si batte per equa rappresentanza sui palchi, e che fornisce alle migliori voci femminili, italiane e internazionali, un bellissimo luogo dove esprimere il proprio talento.

Anche quest’anno Sabrina Napoleone e Cristina Nico hanno allestito un cartellone di grande interesse, aperto questa sera delle esibizioni di Lobina, Lucilla e la Vie on road e di Mille, al ritorno a Genova da headliner.

Quando Lobina inizia a eseguire i suoi brani, molto intensi e molto personali, c’è ancora luce nel giardino della magnifica villa settecentesca di Genova Cornigliano. Le sue canzoni, per esempio Ancora, sono nate da esperienze profondamente personali che condivide con il pubblico, coinvolgendolo nei ritornelli e regalando con generosità aspetti di vita profonda, accompagnata dal chitarrista Marco Ferretti. 

Tocca poi a Lucilla, che apre con una nuova canzone in uscita a settembre, Donna di vetro. Accompagnata da Francesco Ciapica (chitarra, voce e tastiere) e Daniele Ferrari (basso), Lucilla presenta canzoni molto movimentate e propone un’atmosfera più rock e da band che prettamente cantautorale. 

Vestita di rosso cerca la complicità del pubblico tanto quando Lobina, ma qui siamo su territori diversi: il dialogo è concitato (anche con se stessa delle volte) e propone scambi molto ironici. Anzi, a quanto pare la ragazza cerca anche marito (ma no: se vuoi sposarla non le recapiteremo nessun messaggio).

Per Ninna nanna di Lucilla lei e Ciapica si scambiano gli strumenti: Francesco alle tastiere a fare anche la voce dialogante, e lei alla chitarra, per un brano che può essere dedicato sia a un amore travagliato, sia al rapporto con un padre. Non a caso il suo prossimo album si intitola Dal Vangelo secondo mio padre e Lucilla racconta, sempre con il sorriso sulle labbra, di un rapporto non sempre semplicissimo con un genitore che ha plasmato in qualche modo anche i suoi rapporti con gli uomini.

La proposta è molto convincente e il pubblico reagisce con grande soddisfazione.

Rosso fuoco

Certo, la soddisfazione aumenta quando a sorpresa Mille spunta da in mezzo al pubblico, zompando su un tavolino e gorgheggiando da par suo. La ragazza ha tanto senso della scena che dovrebbe fare l’attrice. Ah già: fa anche quello. E l’impressione è che potrebbe fare altre diciotto cose, tutte con la stessa energia, passione, vibrazioni da trasmettere.

Intanto sul palco i suoi musicisti, falange compattissima e perfettamente adatta allo show che metterà in piedi, intonano Amare cose complesse, mentre la ragazza porta la chioma fiammeggiante sul palco per indicare quale sarebbe un posto sicuro, divisivo oppure no.

Poi prosegue a fomentare la folla entusiasta e fa partire anche “Pietro“, lo smartphone che fa girare tra il pubblico per farsi recapitare foto, video e messaggi, solitamente molto amorosi. E anche qualche invito per trascorrere vacanze qui e là, come ci raccontava nell’intervista di qualche giorno fa.

Vestita di nero, con pizzi, trasparenze e pantaloni di raso. Rosso fuoco nei capelli e dominio assoluto del palco, Elisa non ha un attimo di pausa e onestamente si fa abbastanza fatica a reggere i ritmi ipercinetici che impone al concerto. Però non si intravedono flessioni da parte del pubblico, che canta, inneggia, alza cartelli, sventola bandiere (della Palestina: Genova si mantiene sana e coerente) e si diverte in maniera molto evidente.

I brani si susseguono: Due di notte, Monsieur Malheur, Il tempo le febbri la sete viaggiano in ordine sparso ma colpiscono in modo continuo, senza fare differenze tra canzoni che arrivano dall’album d’esordio Risorgimento e tra pezzi relativamente più “antichi”.

Mille si ferma quasi solo per qualche intermezzo dialettico con il pubblico, tipo quando legge una lettera raccattata da qualcuno del pubblico. Nella fattispecie Michael riesce a dedicare le sue parole d’amore alla sua “Scimmietta”, ma paga un giustissimo tributo in termini di dileggio e qualche promessa di consigli: “Sa rivedemo dopo”.

Questioni di silhouette

Si prosegue con Touché e i suoi ragionamenti su scacchi, dama, principi, rane, sguardi bizantini e luci rosse. E poi Brava Simona, per mandare un ringraziamento da lontano alla propria psicoterapeuta.

Mille ama moltissimo aprire le canzoni con pose da ballerina anni ’80, un po’ Cuccarini e un po’ Carrà, mostrando la silhouette perfetta in pose che ne agevolano la partenza sui pezzi molto dance, tipo Sbagliare, sbagliare.

C’è tempo e spazio per 146 e la sua richiesta esplicita di porno, che vince sull’amore. Mille torna fra il pubblico, facendosi un giro sulle spalle di un robusto Gianni che si presta a fare da cavalcatura. La ragazza ha bisogno fisico di stare in mezzo al pubblico, che non vede l’ora di festeggiarla e di farle cerchio intorno.

Si fa portare una chitarra e intona Via dei fiori, poi si fa portare i classici tamburi ed eccola picchiare selvaggiamente e gioiosamente, per dare spazio a C’est fantastique, che la riaccoglie sul palco, in tempo per la chiusura della festa. Mille saluta e poi attacca UMPM, che si chiude con i quattro sul palco freezati in posizione, ad accogliere il tripudio del pubblico. Momento giusto anche per ricordare i compagni d’avventura, scatenati quanto lei: Umberto Primo alla batteria, Pietro Imperi alla chitarra e ai cori, mentre al basso e ai cori Domenico Luisetti “Domi Wankenobi”.

Un solo disco alle spalle, sicuramente molti fra ep e singoli, ma anche un’idea molto precisa di come dev’essere uno spettacolo e un concerto insieme, senza togliere niente alla musica ma regalando moltissimo alla parte visiva. Canzoni pop sempre scritte con la stessa attenzione ai dettagli che manifesta per tutto il concerto, Mille riesce a coinvolgere e se anche avessi una mezza idea di farti gli affari tuoi, ti viene a prendere in mezzo al pubblico e ti canta in faccia la sua vita, le sue ansie, i suoi porno (parecchi). Come fai a resisterle?

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