MoMa, “A Bitter Flame”: la recensione

MoMa, “A Bitter Flame”: la recensione

A Bitter Flame è il nuovo album dei MoMa con distribuzione Artist First: paura, fragilità identitaria, instabilità e una costante perdita di controllo emergono all’interno di una società spesso incapace di reagire o, più semplicemente, ripiegata su un individualismo che alimenta indifferenza e disgregazione.

I MoMa con il nuovo lp rielaborano lo smarrimento psicologico contemporaneo intrecciandolo alle paure più profonde dell’essere umano, muovendosi all’interno di una realtà deformata e attraversata da tensioni e criticità.

MoMa traccia per traccia

Passo esteso ma ritmi concitati per Right and Wrong, che apre il disco con qualche eco prog e qualche cambio di ritmo, ma mantenendo un’identità rock coesa. “Rubando” il titolo a una celebre canzone di Elvis, Suspicious Mind, che mantenendo alto il livello di elettricità parla di sospetti e di dubbi.

Risonanze più ampie di una chitarra che suona quasi shoegaze, ma cantato e respiro breve e ricco di tensione per Follow 111.5, che parla di solitudini e della possibilità di “seguire” qualcuno.

Più tranquilla l’atmosfera di Faces, anche se permeata di malinconie. Al contrario Mystery Train corre in modo piuttosto libero a dispetto di qualche oscurità incontrata sul percorso.

Giro molto tradizionale per la chitarra su Paper Love, che parla di amore di carta ma anche di lavori perduti. Disillusioned Days si fa ruvida nonostante un “laylalalay” che caratterizza il ritornello. La rabbia prende il sopravvento nella parte finale del brano.

La chitarra è protagonista anche di Teaser, che si fa pungente e anche piuttosto acida. Umore piuttosto plumbeo per If You Got Mad, mentre Courageous Time chiude il lavoro con suoni robusti e un mood piuttosto abrasivo.

Molta, forse un filo troppa nostalgia vintage nei suoni dei MoMa, che sembrano rimbalzare dagli anni Ottanta, come se tutto quello che è successo dopo contasse fino a un certo punto. E’ una scelta che portano avanti in modo coerente, con un disco che suona molto retrò ma ben fatto.

Chi sono i MoMa

Da quindici anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola. Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.

Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non soltanto il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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