In breve: cinque nuove recensioni per i tuoi ascolti

Altri cinque suggerimenti in breve firmati TRAKS: ecco qualche disco che potresti esserti perso.

Il Riso Degli Stolti, “Ventiquattro Fotogrammi Al Secondo”

Il riso degli stolti - recensioni in breveVentiquattro fotogrammi al secondo è il disco d’esordio de Il Riso degli Stolti, duo composto dal cantautore Antonello De Simone e dal compositore Angelo Beneduce. L’ampiezza della melodia del gruppo si materializza già a partire da 24 fps, traccia d’apertura che utilizza archi e un ritmo incalzante. Che però non si tratti di un disco monocorde lo conferma Il Riso degli Stolti, la seconda traccia che introduce i fiati e qualche stilla di oscurità morbida. Seguono pezzi come la morbidissima Qualcuno dice al caso, oppure molto jazzate come Nel mio piccolo risveglio. L’alternanza di piano e (un po’ più) forte continua per quasi tutto il disco, che mette in rilievo una cifra stilistica peculiare e un’attenzione autorale per i testi che non contrasta con sonorità tessute con cura.

Forgery Systems, “Distorted Visions”

La metal band pavese Forgery System debutta con Distorted Visions. Un debutto in cui puoi trovare tutto ciò che serve per convincere un appassionato di molte sottocorrenti del metal: si parte con il manifesto Metal Ain’t Gonna Die, furente e infimmato, e si prosegue con una più fluida Swimming in a Bowl, che lascia spazio alla chitarra. Il sound scelto è compatto, lasciando qualche sfumatura alle scelte vocali, come succede per esempio in New Sensation. Spazio anche per una power ballad come Yellow Line, oppure per una struttura multipla e quasi prog metal come quella di Eclipse of Wrath. Ma anche per un pezzo thrash nonsense come Ebola. Nel complesso un buon debutto, con le stimmate giuste per piacere agli appassionati metal anche non troppo estremisti.

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A Big Silent Elephant, “Aton Sun”

a big silent elephant - recensioni in breveA Big Silent Elephant è il progetto solista di Mauro Da Re, esponente della scena indie-folk trevigiana, già membro di altri progetti come Ugly Bear, A Man With Is Broken Piano, Bestia. Aton Sun è il primo lavoro su distanza lunga, registrato in una saletta immersa nella campagna veneta, munito di multitraccia a bobina, mixer analogico e space echo. Tutte sensazioni che si trasmettono a pezzi come la beatlesiana/floydiana e corale title track, Aton Sun. Si passa da nostalgie per i Velvet Underground (Opel, Mushrooms and Strange Teas) a quelle per i Beach Boys (The Devil is Gone). Convincente anche in pezzi ennuyé, tipo Recording, autore e disco propongono uno stile molto marcato e divertente. Album interessante, con molta nostalgia ma ben dosata, e qualche idea pazza, che non dispiace.

Acts of Tragedy, “Left with Nothing”

Left With Nothing è il nuovo album dell’alternative metal band Acts Of Tragedy, prodotto da Jay Maas (Defeater, Bane…), disponibile via Memorial Records. A dire il vero la band di Cagliari dimostra intenzioni molto metal e poco alternative fin dalla prima traccia, Under the Stone. Il suono del disco è particolarmente aggressivo e i ritmi tiratissimi: lo confermano senza dubbio pezzi come Melting Wax o le due parti di The Man in the Crowd. Qualche mediazione, oscura, emerge invece da The Worst Has Yet To Come. Anche Incomplete prova a introdurre qualche moderazione iniziale, in campo nu metal, ma poi le chitarre iniziano a dardeggiare impazzite. Nel complesso un lavoro molto aggressivo e ruvido, adatto anche alla dimensione live.

Brücke, “Yeti’s Cave”

Brücke - recensioni in breveBrücke è un quartetto che si forma nel febbraio del 2016: presto si rinchiudono all’Orfanotrofio Studio degli Appaloosa, dove registrano 5 tracce in presa diretta, che prende il nome di Yeti’s Cave, che è anche la sala prove, studio e quartier generale del gruppo. Il disco risultante risente di varie influenze, dall’indie al post rock, più qualcosa di personale. Si prenda a esempio lo strano andamento della seconda traccia, Prociutto, con le sue sinuosità, i suoi cambi di ritmo, le sue derive psichedeliche. Derive, che insieme a qualche idea orientale, caratterizzano anche Ovomoltino (sì, i titoli sono un po’ singolari).  E infatti ecco Carrarmatozzi, tra campane e campanelle, prima che il tutto si chiuda a Tebe (ma in Grecia o in Egitto?) con uno strumentale oscuro. Nel complesso un lavoro da tenere in considerazione anche, se non soprattutto, in vista di possibili lavori lunghi futuri.

 

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