Alessandra Giubilato, “La poesia di una donna”: recensione e streaming

Alessandra Giubilato è una cantautrice indipendente, originaria di Conegliano (Treviso). La sua passione per il canto nasce da piccola scrivendo canzoni e appassionandosi al pianoforte. Inizia a studiare questo strumento a 12 anni, mentre a 15 si avvicina allo studio del canto moderno. Nel 2015 inizia la sua carriera musicale grazie alla collaborazione con il pianista milanese Sabino dell’Aspro. Nel 2018 escono i primi inediti. 

La poesia di una donna è il secondo album di Alessandra. Il titolo è ispirato da un verso della canzone dedicata a Kiki de Montparnasse, musa di tanti artisti d’avanguardia e regina della Parigi degli “Anni folli”. Oltre a elogiare i diversi personaggi femminili, il disco affronta anche temi legati a situazioni drammatiche come la tragica realtà delle spose bambine.

Alessandra Giubilato traccia per traccia

Il viaggio nel mondo femminile raccontato da Alessandra si apre con la canzone Alda (sono nata il 21 a primavera). Il suono del pianoforte accompagna la storia della poetessa Alda Merini, la sua vita segnata dai soggiorni nelle cliniche psichiatriche e dalla sofferenza dell’emarginazione. Nonostante questa esistenza piena di difficoltà, la poetessa riuscì ad abbracciare il suo dolore per trasformarlo in gioia e amore.

Il suono delicato del piano accompagna la seconda traccia del disco, Isadora, canzone dedicata alla fondatrice della danza moderna, che ebbe il coraggio di andare controcorrente e distruggere i rigidi schemi del balletto classico. Il ritornello racchiude la voglia di ballare soprattutto nei momenti di difficoltà che si possono trovare nella vita.

La canzone Kiki ha nel testo il verso che dà il titolo all’album (Nuda come una bozza spogli i segreti di chi i tuoi seni disegna/E quelli di chi non ha mai capito la poesia di una donna anche sotto un vestito). La canzone celebra la modella francese Kiki de Montparnasse, amante di molti artisti presenti a Parigi negli anni Venti. L’elogio alla regina di Parigi viene accompagnata da una ballad con chitarra e armonica.

La quarta traccia del disco, Spose Bonsai, affronta il tema delle bambine a cui sono negati diritti fondamentali perché costrette a sposarsi troppo presto con uomini più vecchi.

Il viaggio tra i personaggi femminili importanti continua con la canzone Stella cadente, elogio a una delle più grandi stelle di Hollywood degli anni Quaranta, Maria Montez. La ballad racconta la storia di Maria, il successo raggiunto con una grande determinazione ma purtroppo presto dimenticata dopo la sua morte arrivata precocemente a soli 39 anni.

Vento di tempesta vede l’introduzione di una chitarra acustica che accompagna la storia di una donna che trova il coraggio di chiudere una relazione tossica con un compagno dispotico e possessivo.

Il pianoforte accompagna l’ultima traccia del disco, La rosa del deserto, minerale grezzo, il cui nome deriva dalla sua particolare forma che ricorda il fiore. La cantautrice utilizza questo minerale per creare una similitudine con una bambina incompresa che modificava il proprio modo di essere per assomigliare alle sue coetanee che erano apprezzate da tutti.

Con La poesia di una donna Alessandra Giubilato mantiene il proposito di rappresentare la forza delle donne in ogni sfumatura.

Genere: pop

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