Almendra Music, visione ampia con il cuore in Sicilia
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C’è etichetta ed etichetta: tutti coloro che si impegnano nel non facile mondo della musica, soprattutto se indipendente, meritano rispetto e attenzione. C’è però qualche progetto che merita qualche luce in più: è il caso, per esempio, di Almendra Music, giovane etichetta palermitana il cui motto è “semi di musica in terre confiscate alla disumanità“.

Almendra è una factory sui generis, con sede nell’atelier creativo dello Zeit Studio, accanto al Palazzo dei Normanni a Palermo. Si occupa di connessioni tra aree musicali e artistiche e di recente ha lanciato un calendario di tredici nuove uscite fino ad aprile 2017. Le prime uscite in calendario sono state i dischi di Giovanni Sollima e Luca Rinaudo, Sonate di terra e di mare (https://almendramusic.bandcamp.com/album/sonate-di-terra-e-di-mare) e di N’Hash, Birthday Attack (https://nhash.bandcamp.com/album/birthday-attack). Abbiamo intervistato Gianluca Cangemi, fondatore dell’etichetta.

Vorrei sapere da chi, come e perché è nato il progetto Almendra Music.

Grazie anzitutto per l’ascolto e l’ospitalità! Almendra è stata fondata nel 2012, da Luca Rinaudo (a.k.a. Naiupoche) e me, con Antonio Cusimano (a.k.a. 3112htm) come art director. A questo nucleo si è subito unito Danilo Romancino. Le nostre storie individuali si erano già intrecciate da un buon decennio, tra la formazione accademica in Conservatorio, le collaborazioni sia artistiche sia tecniche, e in primo luogo l’amicizia tra noi. Finita la formazione, dopo esperienze fuori dalla Sicilia e dall’Italia, di ulteriore formazione e di lavoro, ci siamo re-incrociati al momento giusto, abbiamo progettato assieme Almendra, coi contributi e l’incoraggiamento di altri colleghi, e infine ci siamo costituiti in società.

Allargando lo sguardo dalle cronache individuali al contesto culturale e geografico – Palermo e i suoi dintorni – siamo esito di un movimento, finora perlopiù sommerso, un’onda lunga che è montata in città dalla fine del secolo scorso, tra un underground vitale e aggiornato e alcune isole felici in Conservatorio, altrettanto vivaci e avanzate, come la Scuola di Composizione e quella di Musica Elettronica.

Con Almendra abbiamo provato a tirare le somme di questi movimenti, consapevoli sia delle dinamiche globali che di quelle locali, per provare a fare fiorire insieme i tanti semi di musica e quindi pensiero, in forme che possono incontrare ogni “quality listener” nel mondo, senza i complessi di inferiorità tipici del provincialismo esterofilo diffuso in tutta Italia: una visione quindi possibilmente ampia, ma col cuore in Sicilia e i piedi ben piantati nella concretezza del lavoro quotidiano, imparando da errori sempre commessi in totale autonomia.

almendra-music-seedsOltre all’etichetta, quali sono gli altri servizi che offrite ai giovani compositori e musicisti siciliani?

Siamo al servizio di chiunque necessiti di artigianato sonoro, o anche solo di uno specifico intervento in una fase della propria produzione, dalla registrazione al missaggio alle grafiche e videoclip. Operiamo allo Zeit Studio, a Palermo, e ogni giorno – oltre le produzioni Almendra – lavoriamo al servizio di altri musicisti e per altre label. Tra questi colleghi c’è chi – finalmente! – vuole e sa avere totale autonomia, allora ci ingaggia per curare vari aspetti della propria autoproduzione, c’è chi pubblica in altre label e sceglie lo Zeit come proprio laboratorio creativo, e il team Almendra come produttori: ormai sono numerosi i prodotti, audio, video e d’immagine, pubblicati da altri ma “powered by Almendra Music”.

Oltre a queste produzioni musicali, c’è lo zampino Almendra in molte produzioni cinematografiche, sia in Italia che all’estero, che affidano il suono dei propri film al nostro team: dalla presa diretta al sound design fino alla postproduzione, passando dalle musiche. Fuori dallo Zeit Studio abbiamo varie belle collaborazioni con valide realtà organizzative, come il BeatFull e Castelbuono Classica, festival di cui curiamo direzione tecnica e fonia dalle loro prime edizioni.

Il progetto esiste dal 2013: che tipo di esperienze vi hanno portato questi tre anni?

Glissiamo pietosamente sulle gravi carenze strutturali dell’Italia, che a volte paiono pensate apposta per affossare ogni tentativo di far qualcosa di dignitoso e altrove normale. Al netto di questo, abbiamo avuto il privilegio di assistere e poter contribuire alla fioritura di identità straordinarie, umane e quindi artistiche, abbiamo vissuto rapporti nuovi, assistito alla fine di rapporti vecchi, ricevuto indifferenza e attacchi da chi non te li aspetti, e curiosità e attenzioni dove non te l’aspetti, tentativi di sfruttarci per utile solo individuale, e anche al contrario splendide condivisioni e appoggi disinteressati, e abbiamo, per fortuna!, fatto vari errori.

Insomma, Almendra è una grande ricerca umana, una esplorazione aperta, che poi, nelle produzioni dell’etichetta, diventa musica, suono, e identità condivisa con te che ascolti e così restituisci infine un senso a tutto questo: lo rendi reale e ulteriormente concreto perché ascoltando metti in gioco te stesso, la tua sensibilità, le tue storie e pensieri, emozioni, rapporti.

Potete raccontarmi in due parole le prossime uscite?

A te che ascolti investendo te stesso, in due parole possiamo solo dire: “Ti amo”.
Se altre due sono permesse: “Buon ascolto!”.