Andrea Fabiano, “La timidezza delle chiome”: recensione e streaming

Andrea Fabiano pubblica La timidezza delle chiome. Il titolo dell’album richiama un fenomeno tipico dell’osservazione di un bosco: guardando dal basso verso l’alto si ha la percezione che le fronde degli alberi, non toccandosi le une con le altre, siano come dei tasselli di un mosaico. Questo fatto è stato scoperto dal botanico Francis Hallé nel 1938. Il cantautore ha richiamato questo modo usato dagli alberi per sopravvivere alla proliferazione di parassiti dannosi per raccontare la strategia usata dalla società individualista, la quale nel periodo del virus Covid-19 ha assunto uno spirito di solidarietà.

Andrea Fabiano in questo disco analizza il concetto di timidezza da cui è sempre stato affascinato, non considerandola come una forma di paura ma piuttosto come la scelta gentile di vivere i rapporti con discrezione. Questo esordio discografico può definirsi introverso nelle sue sonorità ma deciso nelle parole: è lo sguardo del cantautore su un mondo che confuso il concetto di distanza.

Andrea Fabiano traccia per traccia

Il suono di una chitarra acustica introduce la prima canzone del disco, Animale. Il testo elogia la solitudine che delle volte prende l’animo di un animale che vuole allontanarsi dal branco e dedicarsi al suo mondo interiore, pensare al proprio bene escludendo tutto l’esterno, un’azione vista come un atto naturale. 

In Un po’ di silenzio il protagonista dell’attenzione del testo è il silenzio: questo è il primo passo per osservare la vita ed evitare di lasciarla scivolare via. Il cantautore contrappone il silenzio come risposta a chi ha usato una voce potente per portare il mondo nella guerra.

Un suono di tromba accompagna l’ascoltatore alla canzone Il dono più grande, dove l’attenzione del testo è dedicata all’amore. Un elogio alla propria amata, vista come il regalo più importante da conservare nel proprio cuore una volta finita la relazione amorosa.

Un coro introduce la title track del disco, La timidezza delle chiome. In questa ballad il cantautore trova la metafora del mosaico formato dalle fronde degli alberi per descrivere il distanziamento sociale usato in questo periodo post quarantena per impedire la diffusione del Covid-19.

Un suono di chitarra acustica e una tromba introducono la quinta traccia del disco, Carne tremula. In questa canzone Andrea fa una riflessione sulla morte, sull’anima e su ciò che può fare per salvare una persona che è quasi alla fine della propria vita.

L’allegria della tromba e della batteria trasporta l’ascoltatore alla canzone L’unico modo che ho. Il protagonista di questo testo è il modo che il cantautore sceglie per attirare l’attenzione della ragazza che lo ha stregato, un metodo per avere una relazione reale con lei senza utilizzare i freddi social network.

La chitarra acustica introduce l’ultima traccia dell’album, Un luogo altro. L’attenzione di Andrea in questa canzone è focalizzata sulla ricerca di un posto fisico o no, dove sentirsi libero di viaggiare tra illusione e realtà.

La timidezza delle chiome è un modo per non sentirsi soli in questo periodo formato da insicurezze, paure e nostalgie del calore degli abbracci. La musica di Andrea Fabiano è come un abbraccio invisibile che unisce le anime di chi ha bisogno di sentire il contatto umano.

Genere: cantautore

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