Anna Belle: abbiamo tutti bisogno di evasioni

Del Signor Uffa

Il suo ultimo singolo si chiama St. Valentine (ed esce quasi a Natale, va be') ma non è tutta cuori ed emozioni la visione del mondo di Anna Belle, alla quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Romantica, ma non illusa, sbagliamo? Di cosa parla St. Valentine e come ti definisce?
Giusto! Romantica nella misura in cui mi piace intrattenere una visione dell’amore incline a suggestioni e fantasia più che a una concezione razionale e pratica.

La vita è così severa e io lo so bene, ma abbiamo tutti bisogno di evasioni, voli pindarici. St. Valentine è così, romanticamente ironica.

Il desiderio di innamorarmi mi proietta in un mondo immaginifico al punto da invocare il Dio dell’Amore per chiedergli di colpire al cuore e farlo in maniera forte.

Ci descrivi il tuo progetto usando il nome di tre alcolici e ci motivi le tue scelte?

Vino Rosso e in questo momento ti direi Negroamaro perché l’ho bevuto ieri sera. Vellutato e armonico come me quando sono di buon umore.

Gin: il suo nome originario è Jenever è suona così bene. Può avere un gusto così morbido, spesso contraddistinto da sentori esotici e molto aromatici ma sa anche essere aggressivo e secco: ritrovo questa dualità nella mia doppia anima.

Ron Y Miel: si tratta di un liquore al rum che mi ricorda il mio periodo alle Canarie. Ci ho vissuto un anno e soffrivo di bronchite, questo liquore è stato un toccasana per la mia gola.

Come e dove è stato registrato il brano? Aneddoti dallo studio?

Il brano è stato registrato a Milano presso lo studio “Everybody on the Shore” di Giacomo Zambelloni (Audio Engineer). La produzione è stata poi seguita da Francesco Sacco eclettico compositore e musicista della scena milanese.

Il mio primo battesimo in studio è stato un momento profetico perché ho capito che ci tornerò. Lo studio è in legno e ha tappezzerie rosse, carta da parati con gigli ed è tutto così vagamente decadente e poi si trova in un seminterrato: in questo luogo magico ci siamo ritirati per due settimane.

Praticamente non ci sono finestre, avremmo potuto essere in qualsiasi parte del mondo: immaginavo il deserto della California! Ci tornerò questa primavera per incidere le canzoni che sto scrivendo e vorrei registrare lì anche una sorta di documentario.

Cosa c'è adesso nel futuro di Anna Belle?

Mi piace come hai posto la domanda, parli di futuro e dici adesso: nel mio presente ogni passo che compio prepara il mio futuro. Direi quindi tanta musica, ancora viaggi e poi incontri e contaminazioni ma anche imprevisti, cambi di rotta: bisogna in fondo prepararsi a tutto e aspettarsi niente.

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