Benestare: suoni spaziali che non avevo mai sentito #senzacontesto

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere, #senzacontesto, con Benestare, cantautore di Roma che il 19 febbraio 2021 ha pubblicato il suo nuovo singolo dal titolo Se hai paura, una sorta di manifesto per un periodo complicato, dove emozioni e sentimenti sono ancora più complicati.

Ciao! Questa sarà un’intervista un po’ atipica: ti verrà chiesto di elencare e commentare cinque cose. Cominciamo:

Il disco che ti ha fatto innamorare della musica

Un giorno da ragazzino curiosando tra i cd di mio padre, tirai fuori questo disco con una stranissima copertina, che sul momento trovai indecifrabile ma che poi si rivelò essere una foto di una semplice borsa dell’acqua calda. Era Gommalacca di Battiato, lo feci partire e uscirono fuori questi suoni spaziali che non avevo mai sentito, con melodie che cambiavano in continuazione e una serietà di fondo che però risultava assolutamente divertente. Fino ad allora avevo ascoltato tanta musica, ma la vedevo come qualcosa che serviva a cantare a squarciagola o a parlare d’amore. Quel giorno capii che le canzoni erano anche capaci di creare mondi assurdi.

Il film che riguarderesti all’infinito senza mai stancarti

American Beauty. Di film entrati nell’immaginario collettivo ce ne sono moltissimi, ma raramente ci sono riusciti così tanto. Chiunque conosca questo film ha perfettamente impressa la delicata colonna sonora, la scena della busta di plastica sollevata lentamente dal vento, la pioggia di petali di rose rosse. Un cast eccezionale su cui spicca l’interpretazione straordinariamente intensa di Kevin Spacey (una delle cinque statuette vinte è la sua, insieme a miglior film, regia, sceneggiatura e fotografia), e quella del colonnello tutto d’un pezzo – o almeno così avrebbe voluto far intendere – Chris Cooper.

La canzone che ascoltavi più spesso da bambino

Hanno ucciso l’Uomo Ragno degli 883. Fu la prima canzone “seria”, cioè intesa come reale destinataria al mercato discografico, che ascoltai consapevolmente, poiché prima di allora concepivo la musica soltanto attraverso le sigle dei cartoni animati e le canzoni cantate nei film. Sicuramente fu proprio la presenza dell’Uomo Ragno nel testo ad offrire il gancio al me bambino dell’epoca, che in realtà non poteva capire minimamente il sottotesto presente nella canzone ed i suoi rimandi ironici e satirici. Come ad esempio quando cantavo “Cumuli di roba e spade” ed immaginavo questo tizio che conservava inspiegabilmente una gran quantità di armi da taglio nella propria casa.

Quel libro di cui continui a rimandare la lettura

Qualcuno con cui correre di David Grossman. Ho amato alla follia il suo Che tu sia per me il coltello, che mi ha segnato profondamente. Ho quindi da una parte il grande desiderio di leggere altro dello stesso autore, ma al tempo stesso la consapevolezza che raramente potrebbe toccare le stesse vette emotive per me. Tra l’altro me l’hanno anche prestato in realtà, e me lo sto tenendo da anni. Qual era il periodo dopo il quale per legge potrò dire che sia diventato mio?

Una foto senza nessun tipo di contesto

Ricordo di un minitour estivo on the road in Sardegna.

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