Bianco, “Canzoni che durano solo un momento”: la recensione

Per festeggiare dieci anni di carriera, Bianco si regala un nuovo disco: Canzoni che durano solo un momento è il nuovo lavoro firmato dal cantautore torinese. Dieci anni dopo Nostalgina e tre dall’ultimo lavoro Quattro, sono otto le canzoni di questo nuovo lavoro, con i contributi di colleghi e pari come Colapesce, Dente e i Selton.

Bianco traccia per traccia

Il disco si apre con Come se, pezzo ricco di sensazioni sintetiche ma anche di memorie di cose che erano “belle belle”, per una sorta di Cast away cosmico (o pandemico?) molto colorato e ritmato.

Più intimo il percorso di Gazze ladre, che fa rimare Pessoa con quinoa, che parla di cambiamenti, anche esteriori, per una lei che sta bene con tutto “ma meglio con niente”.

Non era ancora una superstar del pop Colapesce quando ha contribuito a Mattanza, brano composito per quanto leggero, giocato su armonie delicate e su immagini forti.

Tocca a Proiettile, che parte con la voce molto filtrata e distante e poi si avvicina, accompagnata da synth multicolori e da sensazioni battistiane, con un andamento un po’ ansiogeno a tenere insieme il tutto.

Gomma non cancella le sensazioni pop, anzi le amplifica, rallentando un minimo il ritmo ma lasciando spazio ad aperture anche piuttosto brit. Un pezzo molto sincopato che ha qualcosa del primo Bersani style.

Si gioca poi con le Biglie per un pezzo che sostanzialmente parla di timidezze e occhi come rifugio. Ma anche qui come in altri pezzi del disco, all’improvviso si cambia marcia e si riempiono i polmoni. Chitarra elettrica (un po’ Cure) nel finale.

Si transita dall’Acquario di Genova e dalle lezioni che ci impartiscono i delfini (ma anche i fratelli) in Morsa, incontro virtuoso con Dente, su ritmi nuovamente non così regolari, con qualche stilla di reggae in mente e qualche stella filante sonora che si diffonde per l’aria.

La gioventù è uno stato mentale, o almeno ce la vendono così Bianco e i Selton in Saremo giovani. E quando ci sono i Selton è sempre un po’ festa, con una mezza idea di samba che balla fra sensazioni dolciamare. Però usciremo di martedì, anche se oggi è il giorno più triste dell’anno.

Le canzoni di Bianco durano solo un momento, ma soltanto perché il mondo del pop è vorace e richiede novità continue. Ma se la caducità dell’universo di riferimento è innegabile, altrettanto evidente è la cura del dettaglio di un cantautore che si è costruito e si sta costruendo una strada molto peculiare, forse un po’ in sordina rispetto ad altri illustri colleghi, ma non per questo ottenendo risultati meno meritevoli.

Dieci anni dopo l’esordio, anzi, ecco qui un artista a tutto tondo, che padroneggia perfettamente scrittura, ritratti, esecuzione, vitalità dei suoni e delle idee. E tra l’altro i baffetti ormai stanno tornando di moda.

Genere musicale: cantautore, itpop

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