I Bricklane pubblicano il nuovo album California Maki per Genova Records. L’album, composto da 8 tracce, ha già fatto valere alla band la partecipazione alla Notte Rossa Barbera il prossimo 7 marzo all’interno della famosa manifestazione “Sotto il cielo di Fred” e altresì la selezione come semifinalisti alla prossima edizione di “Sanremo Rock” che avrà luogo il prossimo giugno presso il teatro Ariston.

I Bricklane portano in questo nuovo lavoro le storie di una generazione, quella dei trentenni, divisi tra bollette da pagare e un lavoro che non c’è. I Bricklane sono: Matteo Milazzi – voce, chitarra e tastiere;  Gabriele Pallanca – basso, cori; Eugenio Ruocco – Batteria; Alfredo Cantelli – chitarra.

Siete in giro da un bel po’ ma in sostanza “California Maki” è il vostro nuovo inizio. Ci raccontate come ci siete arrivati?

Come hai detto tu siamo in giro da un bel po’ ormai. Sembra ieri quando nel 2009, ci incontravamo tra i banchi dell’università e mettevamo su una band quasi per gioco. Sono passati più di dieci anni e di cose ne abbiamo fatte tante, con i Bricklane sempre in bilico tra il semplice hobby e la musica come passione; quella di cui non puoi fare a meno.

E allora tra le tante cose un tour in UK nel 2012, il V-Day di Beppe Grillo a Genova nel 2013 davanti a 30.000 persone insieme ai Meganoidi, tre album e tanti videoclip. Ecco, California Maki nasce dalla nostra voglia di continuare a fare musica. A 20 anni sei un ragazzino, canti in inglese e sogni l’Inghilterra. A 35 sei adulto e hai bisogno di parlare del mondo che ti circonda, nella tua lingua.      

Parliamo invece del disco, che cementa la vostra svolta vero il cosiddetto itpop: mi raccontate qualcosa delle lavorazioni?

Il disco è stato registrato all’Elfish recording Studio di Genova da Emanuele Cioncoloni, che in passato ha già lavorato con Ex-Otago, Kettle of Kites e altre band genovesi che a noi piacciono tantissimo. In termini di arrangiamenti ci siamo stati dietro parecchio.

Noi nasciamo come band “chitarrosa”, figli degli Oasis e del Britpop anni ’90 e dal vivo è ancora così. Ma in questo album ci siamo divertiti a giocare per la prima volta anche con i synth e le tastiere.   

Curiosa ma anche piuttosto attuale l’illustrazione di copertina che mette insieme medicine e il sushi cui allude il titolo. Vi sentite anche voi protagonisti di una generazione particolarmente preda dell’ansia?

L’ansia non manca mai (ride)!!!. In realtà però hai colto proprio il senso della copertina. Io personalmente sono molto ansioso e anche se la cosa mi aiuta a tirar fuori sensazioni e a scrivere canzoni, penso che la generazione dei giovani d’oggi sia generalmente più ansiosa. Sarà colpa di questo mondo usa e getta o dell’eccessiva tecnologia, non lo so. Però il blister di sushi per noi è il perfetto mix del il mondo di oggi: al passo con i tempi ma col giusto malessere.  

Come nasce la collaborazione con Pernazza?

Alberto lo conosciamo da tanto e ci piace tantissimo sia come rapper che come showman. Il bello di Alberto è che ha uno stile suo, è unico. Quando gli abbiamo proposto il feat. in “Le nevrosi di Virginia” ha detto subito di sì.

Così poi abbiamo collaborato insieme anche nel brano “Cattolica”. Ha detto che si è divertito a tornare a fare Pop come non faceva da tempo… Per noi è stato altrettanto divertente fare i salumieri con lui nel videoclip di Virginia (ride).

Vi attende la semifinale di Sanremo Rock (ed essendo liguri giocate anche in casa). Che cosa vi aspettate da questa esperienza?

La cosa più divertente in realtà è come è nata la cosa… dopo Natale aprendo le nostre pagine social abbiamo trovato una cosa come 30 like su varie nostre foto da parte dell’account di Sanremo Rock.

Inizialmente abbiamo pensato a un errore ma poi aprendo la mail abbiamo scoperto che avevano ascoltato il nostro album e che gli era piaciuto così tanto che ci hanno selezionato per le semifinali. A giugno quindi ci faremo una bella gita in riviera, carichi come non mai. TRAKS tiferà per noi??

Bricklane traccia per traccia

Non te lo aspetteresti da una band ligure che cambiasse mare e andasse a Cattolica, e invece è da lì che si parte, in perfetto stile indie (ma la cosa di mettere i nomi delle città nei titoli si è un po’ persa), con il featuring di Pernazza.

Si parla molto di calcio ne Il terzino di Gavardo, canzone agile e veloce ma con qualche punta di nostalgia.

Non si capisce perché le sigarette la vigilia di Natale non facciano male, ma comunque ecco i treni di Porta Nuova, ballad con un po’ di synth e molta atmosfera.

Ed ecco la canzone “generazionale”, Intorno ai 30, che però non si prende troppo sul serio e rimane su piani scorrevoli.

Si parla di università e di Milano invece con Le nevrosi di Virginia, veloce e solare, per quanto pungente nei confronti della stessa Virginia.

Ambiti di esplorazione storici quelli di L’amore ai tempi del muro, sempre espressi con una certa leggerezza.

Si torna al presente con Le amiche della mia ragazza, che rimane ad alti livelli di dinamismo. Chiusura cruenta (ma fino a un certo punto) quella di Un rivolo di sangue sul cuscino, con il banjo.

Suoni contemporanei e testi (quasi sempre) adatti all’oggi quelli dei Bricklane, che hanno deciso di vivere il presente musicale con un disco molto pop e fresco.

Genere: indie pop

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