Un disco di melodie, pianoforti ed elettronica“, è questa l’anima di Facile, nuovo album solista di Davide “Boosta” Dileo (tastierista e co-fondatore dei Subsonica), in uscita in formato cd, vinile e su tutte le piattaforme digitali per Warner Music Italy.

Figlio delle influenze sonore che hanno ispirato Boosta, Facile è stato composto, arrangiato e suonato interamente dal Boosta Dileo e contiene al suo interno dodici composizioni inedite nate dall’unione di melodie, pianoforti ed elettronica.

Durante la conferenza stampa via Zoom, Boosta ha raccontato che ha deciso di far uscire il disco sfruttando la “finestra di possibilità” offerta dalla pandemia. “La musica strumentale mi ha sempre appassionato ma se avessi dovuto seguire il percorso disco-tour-disco-tour con i Subsonica questa parte della carriera sarebbe iniziata fra cinque-dieci anni. Con la pandemia si è fermato tutto e l’astronave madre ha messo i motori al minimo”.

Dopo un tour virtuale dello studio che è anche un mini-locale con bar, palco e pianoforti anche d’epoca, ha spiegato che “Facile è il fatto che la musica ha una relazione con ognuno di noi assolutamente binaria. Non importa che sia difficile tecnicamente, ti dà comunque qualcosa. Non importa che tu faccia una canzone, un’opera, è importante quello che diventa per chi la ascolta”.

Poi dice di non voler fare polemiche ma attacca frontalmente le misure del governo, nella persona del premier e del ministro della Cultura, Franceschini: “A chi lo criticava ha dato una risposta offesa, come quando litighi a scuola fra bambini, da un ministro della cultura non me lo aspetto. Faremo quello che dobbiamo fare, ma il dovere di chi ci guida è anche nella capacità di spiegazione, di racconto, di fiducia”.

Davide “Boosta” Dileo traccia per traccia

La composizione introduttiva del disco suona malinconica: Amore per le geometrie delinea anche un certo amore per la tristezza, almeno sulle prime. Ma dopo un’intro depressa parte una ridda di sonorità animate a cascata, con il pianoforte al centro del discorso.

L’Autoritratto fa emergere le tensioni in mezzo a giri semplici di tasti bianchi e neri. Ci sono cori muti ad accompagnare Daimon, piuttosto frammentata e irregolare.

Diva si muove su una linea sottile, con movimenti orchestrali più vasti alle spalle e qualche sensazione jazzata. Con Fiducia ci si muove con cautela fra elementi semplici che però finiscono per costruire un pezzo che sa di drammatico.

Istruzioni per un abbandono non è che abbondi di istruzioni, ma fa capire che è meglio abbandonare usando l’elettronica, che occupa diametralmente quasi tutto il pezzo.

Piuttosto appropriato il titolo de La danza delle api, con piccoli suoni in movimento continuo, distesi su un fruscio di fondo che sa di “naturale”. Più rapida e pensosa Lacrime di San Lorenzo.

Orizzonti invisibili quelli verso i quali muove Nella nebbia per mano, altro brano molto calmo e un po’ triste, con movimenti elettronici che si affermano gradualmente.

Si registra un crescendo anche in Nello spazio abbracciati, non molto “cosmica” ma senza dubbio ricca di pathos. Sulle dita mescola fludità e frammentarietà, ottenendo sensazioni contrastanti.

Il disco chiude con spirito di esplorazione: Una vecchia mappa è fra i brani più “costruiti” e ricchi di elementi sonori.

Se non fosse per il nome sul disco sarebbe ovviamente difficile da riconoscere il Boosta che fa viaggiare le tastiere nei concerti dei Subsonica. Ma che fosse un talento molto versatile non si scopre certo oggi: il versante “classico” della sua educazione musicale qui prende il sopravvento su quello pop e porta a termine un disco elegante e perfettamente inserito nel flusso della musica strumentale contemporanea.

Genere: pianoforte, ambient

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