D’Iuorno: Una sensazione di liberazione

D'Iuorno

Il cantautore toscano D’Iuorno arriva alla pubblicazione di Verità con un disco che porta già nel titolo la propria dichiarazione d’intenti. Un lavoro nato da un lungo percorso personale e artistico, costruito senza maschere e senza la necessità di trasformare le esperienze vissute in finzione narrativa. Le canzoni che compongono l’album affondano infatti le radici nella realtà, nei momenti attraversati dall’autore e nelle emozioni che li hanno accompagnati, restituendo un racconto diretto e personale.

Il progetto prende forma attorno a una scrittura che non ha cercato compromessi né riletture successive. Anche gli eventi che hanno accompagnato la nascita del disco non hanno modificato l’impianto originario dei brani, lasciando intatta quella spontaneità che rappresenta uno degli elementi centrali dell’opera. Sul piano musicale, Verità sceglie la strada di un rock essenziale, immediato, capace di sostenere il peso emotivo dei testi senza sovrastrutture.

Nel corso di questa intervista D’Iuorno racconta il significato che il disco assume oggi, nel momento della sua uscita, ripercorrendo il processo creativo che lo ha portato a prendere forma. Un dialogo che approfondisce la genesi dell’album, il rapporto tra esperienza personale e scrittura e il valore di una parola, “verità”, che continua a rappresentare il centro della sua identità artistica.

Che cosa rappresenta per te il disco “Verità” oggi, nel momento in cui arriva alla pubblicazione?

Rappresenta un specie di parto dopo una lunghissima gestazione. Una sensazione di liberazione come se lasciassi andare parti di me in giro per il mondo.

In che modo la scrittura di questo album è cambiata dopo gli eventi personali che ne hanno accompagnato la nascita?

Direi che non è cambiata. Ho scelto di lasciare i brani come erano in origine.

Hai definito queste canzoni come esperienze vissute: quanto c’è di filtrato e quanto di diretto nel racconto?

Non ci sono filtri, i brani non sono romanzati e le storie sono tutte vere, volevo un disco che parlasse di me attraverso esperienze reali. 

Qual è stato il primo brano che ti ha fatto capire che il disco stava prendendo una direzione precisa?

Forse il brano che ha dettato la via all’album è stato proprio Verità, ricordo che dopo avere scritto questa canzone le idee si sono fatte via via più chiare.

Come hai scelto di tradurre sul piano sonoro l’urgenza emotiva che attraversa l’album?

Ho fatto una scelta di pancia, un rock semplice e diretto che mi rappresentava allora come stile di vita ed ancora oggi nella comunicazione.

Cosa significa, per te, chiamare un disco “Verità” oggi?

Sono un tipo che dice la “verità”, chiaramente la mia verità e non riesco a fare una distinzione temporale del suo significato.

Pagina Instagram D’Iuorno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *