Flo, “31Salvitutti”: recensione e streaming

A distanza di due anni dall’ultima pubblicazione ufficiale, esce 31Salvitutti (produzione Arealive srl – distribuzione Believe Digital), il nuovo album di inediti dell’artista partenopea Flo. L’album è stato anticipato dal brano L’uomo normale, in distribuzione digitale e in radio da venerdì 11 settembre.

“Nei miei dischi precedenti ho descritto molto la famiglia, la ritualità, il Sud e le atmosfere da festa di paese – racconta Flo. Poi col tempo, in maniera naturale, l’attenzione viene catturata da altri fatti e lo sguardo cade su altri particolari. Stavolta volevo raccontare un sentimento metropolitano, con parole dirette e suoni reali. Volevo che tutto fosse realizzato interamente dal vivo. Dopo tre album e centinaia di concerti in giro per il mondo, era giunto il momento di entrare in studio e suonare con l’energia e la compattezza di un vero live”.

Flo traccia per traccia

C’è un ritmo serrato e sensazioni quasi black per 31Salvitutti, la title track che apre il disco in modo piuttosto originale.

Già nota come singolo Oui oui sauvage è il secondo brano, che tranquillizza un po’ l’atmosfera, solleva qualche coro, tesse trame ricche e molto melodiche.

Il canto come soluzione dei problemi: Aurora boreale è un’altra canzone tranquilla ma inquieta, capace di animarsi con toni mediterranei e classici ma molto dinamici.

Altri lati del Mediterraneo, peraltro, emergono da La Gaviota, tutta cantata in spagnolo e molto vivace di canto, chitarra e battimani. Le opinioni de L’uomo normale, intrise della banalità della violenza, riempiono un brano piuttosto rabbioso.

Cantata completamente in napoletano, che aveva caratterizzato qualche strofa anche dei brani precedenti, ecco poi Accussì, un po’ blues un po’ desert rock, comunque molto sofferta.

Marte 27 si costruisce a partire da un giro di chitarra acustica, più sussurrata che gridata. Fai di me ha un loop piuttosto insistente, che sorregge un brano molto combattivo e tenace.

Qualcosa di balcanico e qualcosa di Daniele Silvestri nella serrata Radio Volkan, adorna di qualche virtuosismo vocale. Realtà difficili, a volte terribili, quelle raccontate, o forse più suggerite, da Per guardarti meglio. Il basso si muove nell’incipit di Miracolosa anarchica, brano meditativo che chiude l’album parlando del mare.

Le armi che Flo utilizza sono, per lo più, quelle di una tradizione cantautorale sempre più radicata. Ma la voce e la personalità sono tali da ribaltare spesso i tavoli e da far suonare “nuova” pressoché ogni canzone e ogni suono. Disco particolarmente appassionato e altrettanto riuscito.

Genere: cantautrice

Se ti piace Flo assaggia anche: Valentina Polinori

Pagina Facebook