Franco e la Repubblica dei Mostri, “Sciarra Chitarra Musica Battaglia”: recensione e streaming

Sciarra chitarra musica battaglia è la filastrocca palermitana che i bambini cantano per dichiarare la fine di un’amicizia. Ed è anche il titolo del nuovo album di Franco e la Repubblica dei Mostri, prodotto da Giuliano Dottori.

“Sciarriarisi” in siciliano significa proprio litigare, chiudere un rapporto. E di spaccature, cambiamenti e interruzioni si parla in questo nuovo album dei Franco e La Repubblica dei Mostri. Chiusure col passato, rotture sentimentali, morti e rinascite che segnano la continua evoluzione della vita di tutti noi.

Franco e la Repubblica dei Mostri traccia per traccia

Loro lo sapevano già: è Questione d’Anticorpi la canzone d’apertura del disco, un brano piuttosto intenso e anche sofferto, non la scelta più classica per aprire un album.

Veloce corre Livido Blu, che ha suoni rock o giù di lì, con un contenuto che sa sempre però di cantautorale e di attuale. Si citano slogan che dovrebbero essere ingoiati dal tempo e ce la si prende, giustamente, con chi non ha memoria di disastri passati.

“Ci sembrerà impossibile stare fermi al centro del disordine”: quanto suonano profetiche parole come queste, nei giorni della zona rossa? Come nel ’93 è una ballad commossa e sentita, alimentata dagli archi. “Con la testa per aria, i piedi per terra, amore domani vinciamo la guerra”.

Intensità e colori scuri anche quelli di Grigio Fumo, movimento tutto sommato tranquillo e malinconico. La rabbia va mantenuta tutta per Prima del Naufragio, che soprattutto nel cantato si profila aggressiva, in un ambiente marinaro prossimo al disastro.

E si rimane in acqua con Mare profondo, altra ballata adirata e resa più triste dall’incidenza degli archi. Archi che regalano dramma anche a Come eravamo, che ha un passo determinato. “Il futuro questa notte/è soltanto una visione allungata del presente”.

Passo marziale quello di Polvere, altro pezzo di grande carattere, con una crescita graduale che si fa sempre più clamorosa.

Un grido che arriva dal profondo quello di Giuda dagli Inferi, altro dolore robusto esplorato con attenzione. Un po’ più dolce la chiusura, che arriva con la breve Due vandali.

Franco e la Repubblica dei Mostri confezionano un disco forte, ricco, significativo e di qualità alta. I testi sono narrativi e ben strutturati, e trovano rispondenza in sonorità tradizionali ma scelte con cura e passione. Un’ottima scoperta.

Genere: rock alternative, cantautori

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