Furious Georgie, “Sono-Mama!”: la recensione

furious georgieE’ uscito da pochi giorni il secondo disco del cantautore siciliano Furious Georgie, al secolo Giorgio Trombino. Sono-Mama!, questo il titolo, segue a quattro anni di distanza You Know It (Tone Deaf Records). Registrato al Tone Deaf Studio di Palermo con l’ausilio di Silvio “Spadino” Punzo, Sono-Mama! è la personale interpretazione di Furious Georgie alla creazione artistica. “È un’espressione giapponese che significa ‘proprio così, esattamente così’ – racconta l’artista palermitano – e nel libro ‘La via dello Zen’ indica lo spirito con il quale si consiglia di avvicinarsi alla creazione nell’arte Zen e nella scrittura degli Haiku. Tramite questa visione del mondo ci si approccia alla creazione con uno sguardo distaccato dalla prospettiva umana e terrena e si cerca di fotografare la realtà senza orpelli e adulterazioni.”

L’album risulta equamente diviso in due sezioni, una acustica e l’altra elettrica, con collegamenti più o meno diretti al primo album ma con influenze riconducibili a gruppi come Popol Vuh, Can o Phish. Così come per il primo lavoro, anche in Sono-Mama! tutti gli strumenti sono stati sovraincisi da Giorgio Trombino.

Furious Georgie traccia per traccia

La strana miscela psichedelica e un po’ zappiana di Furious Georgie comincia a prendere possesso della pista a partire da Jubilee, pezzo allegro e articolato che si muove su direttrici fantasione e difficilmente prevedibili. Più moderate le sensazioni che trasmette Strange Neighbour, breve e un po’ vintage. Dopodiché, tutti a bordo del conestoga e via verso il selvaggio West con Down to Belice Valley, ove la valle del Belice si trasforma nel Colorado di metà Ottocento.

Let me sit you down propone situazioni del tutto differenti, inserendo qualche orientamento elettronico in un panorama per lo più elettrico e collocato in qualche punto tra il kraut rock, il pre-punk, la progressive, la disco dance, tutto il resto. Love you all the time limita invece i percorsi possibili, proponendo una canzone d’amore quasi standard, seppur non priva di garbo e fantasia.

Il pianoforte si impossessa di Lascia spazio al vuoto, un quasi strumentale anticlimatico rispetto al resto del disco e molto meditativo. Si torna al cantato con Nothing Special at All, che riporta a un’atmosfera sognante e Seventies (o anche Sixties) con un pizzico di CSNY, un po’ di ELP, un po’ di idee corali condite da sonorità minimal.

L’organo accompagna Shouting in a Desert, tema semibiblico per un pezzo semiallegro e piuttosto british. La title track Sono Mama torna a imbrogliare le carte e i generi, accogliendo nei propri pochi minuti tracce di sonorità molto diverse e anche un po’ di teatralità. Voce (filtrata) e chitarra (slide) dominano Lunar Baby, ballata psichedelica e notturna.

Temi non troppo dissimili quelli di Strange Windy Day, con qualche tocco floydiano prima maniera. What about that Buzz fa pensare agli XTC, con suoni oscillanti e passo cadenzato, salvo poi decollare all’improvviso. Si torna a momenti intimi e flautati (letteralmente) con la chiusura del disco, affidata a Dream Matter.

Detto che la prima parte del disco risulta più fantasiosa e provocatoria della seconda, il disco di Furious Georgie colpisce per originalità. Ma anche capacità di esecuzione, arrangiamenti, idee sono encomiabili a ogni livello. Il disco potrebbe piacere molto ai nostalgici dei suoni antichi, ma potrebbe aprire qualche porta anche a chi non ha mai ascoltato gli ispiratori originali.

Se ti piace Furious Georgie assaggia anche: Captain Quentin