Gabylo, “Vivi la vita (ricordi passati)”: recensione e streaming

Disponibile su tutte le piattaforme digitali per TRB Rec di Prato Vivi la vita (ricordi passati), il nuovo album di Gabylo, progetto solista di Mauro Fuggetta. Dopo l’uscita del suo ultimo singolo, che ha visto la luce nel periodo natalizio, il cantautore ligure di origini lucane, apre l’anno con una raccolta di nove tracce dal sound indiscutibilmente pop.

Gabylo traccia per traccia

Con tutte le sensazioni frizzarelle del synth pop all’italiana degli anni ’80, Ha detto che mi ama apre il disco e apre voragini sul mondo dei Righeira, dei Krisma, di tutta quella roba lì.

Vorrei guarire il tuo cuore affranto“: Donna grande è una dichiarazione d’amore e una canzone di sostegno, sempre circondata da suoni di pop vintage.

Si rimane in pista con Amo i tuoi occhi, figlia dell’Italodisco e del romanticismo. E si sta in discoteca anche con Balla con me, perché Gabylo, ci racconta, “non può stare senza“. Il pezzo si muove sull’esortazione a una lady a “lasciare alle spalle quell’uomo bruto“, il tutto raccontato con un lessico un tantino agé.

Le esperienze sul dancefloor si ampliano con Due ubriache, esortazione alla sobrietà nei confronti di due signorine ingannatrici. Qualche problema con il congiuntivo si evidenzia all’inizio di Non rimpiangerla, altro brano motivante.

Si procede con Incredibile, che incita la sua lei a stare insieme e a stare felici. Si alza la voce con Non posso vivere, altro proclama amoroso. A chiudere ecco il singolo, Viva la vita Viva l’amore, rotondo brano di pop allegrone e bailado.

Forte di un’ingenuità degna di miglior causa, Gabylo confeziona un disco molto coerente nei suoni e nei modi. Certo a me questo tipo di sonorità provocano alcuni disagi mentali e fisici, ma oggettivamente chi ascolta questa roba qui ne sarà molto soddisfatto, quindi bravo lui, bravi voi, bravi tutti.

Genere musicale: synth pop

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