Giuseppe Vorro: l’intervista #senzacontesto

Abbiamo intervistato #senzacontesto il cantautore Giuseppe Vorro, il cui ultimo singolo è Via da qui per un po’ di più.

Il disco che ti ha fatto innamorare della musica

Non uno in particolare ma ricordo un disco di Elvis Presley una raccolta dei suoi successi in vinile che da piccolo ascoltavo spesso. Nel mio giradischi monofonico ho violentato questo disco con una puntina che si doveva cambiare ma mai la si cambiò.

Il film che riguarderesti all’infinito senza mai stancarti 

The Commitments. In un cinema di Milano in via Torino ho passato un intero pomeriggio a guardare e riguardare questo film ancora quando si poteva rimanere in sala quanto tempo si voleva.

Un film affascinante con una colonna sonora pazzesca. Una band che partiva da zero per poi crescere e farsi spazio. Mi riconoscevo con la mia esperienza in band.

La canzone che ascoltavi più spesso da bambino  

Se bruciasse la città di Massimo Ranieri. Un 45 giri che girava in casa e mi colpi la ritmica e la forza espressiva del cantante nonché la timbrica energica. La ascoltavo mentre mia madre sbrigava le faccende di casa e sembrava piacesse anche a lei.

Quel libro di cui continui a rimandare la lettura

I dolori del giovane Werther di Goethe. Un testo che ho iniziato a leggere molti anni fa contestualmente a una mia storia sentimentale  contorta che quasi ricalcava la narrazione del libro. Sapevo che la storia del libro finiva male e non sono riuscito a finirlo di leggere per troppa immedesimazione. Mai più conclusa la sua lettura.

Una foto senza contesto

Il posto dove ho passato la mia infanzia  e preadolescenza. Ci stavo bene e la musica mi toccava poco. Poi dovetti andarmene e la corrente della vita mi portò la musica

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