Hide Vincent, “Hide Vincent”: la recensione

Hide Vincent è il nome che Mario Perna, cantautore giovane, si è scelto per la propria carriera in un ambito folk con qualche idea rock. Nel 2012 dà vita al proprio progetto cantautorale con la demo autoprodotta Imperfection. Nel dicembre 2015 entra a far parte del broadcast dell’etichetta campana I Make Records e oggi pubblica un disco omonimo.

L’album è stato registrato e arrangiato presso IMRecording Studio, con la partecipazione di Sharon Viola (violoncello), Francesco Tedesco (basso) e Riccardo Iannaccone (batteria).

Hide Vincent traccia per traccia

SI parte da Father, sostanza folk per un pezzo con chitarra, voce, batteria (minimal) che trovano per strada qualche altro compagno di strada, in una canzone che acquista in rabbia e rimpianto man mano che procede.

Blood Houses calma i sentimenti in ebollizione con un percorso rallentato. Things I did today invece si rianima improvvisamente e accende il discorso con umore non proprio festoso ma sicuramente molto vivo.

C'è un sentimento "di gruppo" che anima le sonorità di pezzi come White Sun: benché la voce si stagli in maniera determinata, la band si fa avanti e regala un'atmosfera sonora allargata. L'alternanza tra chiaro e scuro prosegue con Black Poetry, più intima. Ma poi arriva Crave, passo rallentato e cadenzato dal drumming, ma anche sentimenti trattenuti come in attesa di un'epifania.

Si procede attraverso percorsi cupi anche in Only knew that you were thirsty, che parte voce e sei corde, acquistando maggiore sostanza lungo il viaggio. Il legame con i songwriter presenti si fa molto più esplicito con la cover di Delicate, un Damien Rice al proprio meglio qui riprodotto in modo fedele ma appassionato.

A Time Before the End riporta il discorso su ambienti tutto sommato meno "delicati" e con impeto più allargato, con la canzone che procede a ondate consecutive. Si chiude con Yellow Lights and Blue Seas, che abbassa di nuovo i toni aggiungendo al mix un po' di disperazione.

La prova per Hide Vincent è buona: i modelli sono chiari, la fonte da cui ci si abbevera pure, ma il risultato non è scontato e le canzoni sono portatrici spesso di buone idee e di energia positiva.

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