Gorizia è città di confine (ok, oggi si va proprio sull’originale) ed è tra la città sull’estremo limitare orientale del Friuli Venezia Giulia e la città croata di Fiume (Rijeka in croato) che nascono The Hunting Dogs, duo formato nel 2013 dall’esperienza elettronica di Marco Germini e dalle radici jazz e cantautorali di Alba Nacinovich.

Il risultato, dicono loro, è un “electro-shocked pop”.  “Il nome del gruppo nasce mutuando il titolo di uno dei primi brani composti insieme, incarnava alla perfezione quel desiderio feroce (prendendo in prestito una definizione di Keith Jarrett) che a parer nostro è la musica, in cui tecnica e conoscenza sono sì necessari, ma a guidarli resta sempre l’istinto e la sua imprevedibilità. Scoprire poi che The Hunting Dogs è anche una costellazione, formata da due cani da caccia, era un segno che non potevamo ignorare.

L’ep del duo si chiama Out to Hunt e contiene tre tracce più un remix.

Hunting Dogs traccia per traccia

Petrha introduce l’ep: con una partenza fuorviante, morbida e acustica, l’ep supera presto l’incipit e si affida a svariate schermaglie elettroniche e alla voce di Alba Nacinovich, già pronta a mettere in mostra le proprie qualità. Più profonde le risonanze accese da From Where We Are, la title track, che fa riferimento a certo pop di alto lignaggio e di certa eleganza, mettendolo però a confronto con un contorno elettronico piuttosto composito.

Molto più abrasivo il discorso impostato da The Grapes pt.2, che si fa aggressiva fin dalle prime battute e mostra un lato fin qui nascosto del duo, con sonorità che tendono all’industrial e la voce di Alba capace di divenire molto tagliente. Diverse le sensazioni che riesce a teasmettere Petrha nella versione remixata da Qwill, impregnata di un tessuto molto fitto e ogni tanto sommerso.

Le idee degli Hunting Dogs scintillano già a partire da questo breve assaggio ben costruito. Ci sono doti piuttosto evidenti che aspettano soltanto di essere messe in mostra in un disco full length.