I Miei Resti, “Buon compleanno Apocalisse”: recensione e streaming

“La plasticità degli anni 80 e la presa a male dei 90”: così si presentano I miei resti, formazione che ha pubblicato di recente Buon compleanno apocalisse, nuovo disco ricco di idee electro che flirtano con il rock e numerosi altri generi.

I Miei Resti traccia per traccia

Dopo una rapida Ouverture, si parte con Una scusa per cominciare, primo episodio che mescola sensazioni rock ed elettronica, “per dare senso a una fine”.

Strade acide quelle percorse con Autoerotismo, descrizione parzialmente allucinatoria dell’esperienza descritta nel titolo, però lamentando diffidenza e insensibilità generali.

Qualche sensazione di zona Bluvertigo sullo sfondo di una più lenta, meno ossessiva ma non meno ricca di tensione Telecinesi.

Percorsi strumentali curiosi quelli di Prima del Compimento, che sotto la guida del pianoforte attraversa fasi sonore differenti.

Affollamenti e spiriti (e gatti) si affacciano su Le Tre Stagioni, pezzo con qualche traccia di goth. Battiti forti quelli di Annegare, che si fa serrata e complice, con più di qualche traccia di dark wave.

Incubi e deliri mantiene fede al titolo con un fare particolarmente strisciante e inquietante. Serrata e un po’ industrial ecco poi All Goes Down, con un senso di catastrofe incipiente.

Si aggira con cautele elettroniche sussurrando anche The Hunter, in un ambiente quasi da fiaba noir. Altro intermezzo strumentale e altrettanto fiabesco Un posto lontano.

Ritorna il pianoforte con Greve, che si allunga su sette minuti dai colori molto scuri. Un po’ di citazioni di fonte Doors arricchiscono Barbara Irene, pezzo quasi traboccante di energia.

Bel progetto e ottimo disco quello che I Miei Resti mettono sul piatto, forte di idee, sensazioni, lucidità e impatto. Merita attenzione e ulteriori riascolti.

Genere musicale: rock, elettronica

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